Misna chiude
Il missionario comboniano, già direttore di Nigrizia, ritiene al contrario che gli istituti missionari dovrebbero investire nell’agenzia di stampa e nell’informazione.

«Ritengo la chiusura di Misna una decisione sbagliata perché mai come oggi c’è bisogno di informazione seria sul sud del mondo, informazione che in Italia fanno con continuità solo alcune riviste missionarie e altri mezzi di informazione di nicchia».

Così padre Alex Zanotelli dopo che appare ormai non più revocabile la decisione degli istituti missionari (Comboniani, Consolata, Pime, Saveriani) di chiudere al 31 dicembre l’agenzia di stampa.

Ieri pomeriggio infatti padre Gottardo Pasqualetti, presidente di Misna Impresa Sociale, ha ribadito che «gli istituti missionari che l’hanno promossa e sostenuta nel corso di 18 anni, dopo un lungo periodo di difficoltà economiche e di gestione, sono giunti alla dolorosa decisione di cessare l’attività dell’Agenzia d’informazione con la fine del 2015. Gli interventi di volta in volta effettuati non hanno portato ad una soluzione duratura, né altre ipotesi con adeguata efficacia sono state prospettate. Misna ringrazia tutti coloro che in questi anni di attività hanno collaborato nelle forme più diverse alla sua realizzazione di un servizio stimato ed apprezzato».

Secondo padre Zanotelli, già direttore di Nigrizia dal 1978 al 1987, Misna «andrebbe invece potenziata, facendo ulteriori investimenti».

Solo lo scorso 18 dicembre, lo staff di Misna – redazione, collaboratori, traduttori – è stato messo al corrente della decisione presa dagli editori. Dipendenti e collaboratori si sono detti sconcertati da quello che definiscono «un grave errore, compiuto in un momento più che mai delicato per l’informazione da e con i Sud del mondo. E richiamano l’azienda alle sue responsabilità nei confronti di un’agenzia di stampa che dal 1997 al 2015 ha raccontato quelle “periferie” del mondo, non solo geografiche, tanto care a papa Francesco».