Il giornalista Rabah Karèche (Credito: Algérie 1)

La sentenza sarà emessa il 12 agosto. La pubblica accusa ha richiesto 3 anni di prigione e un’ammenda di 625 euro per il giornalista algerino Rabah Karèche che da 109 giorni si trova in custodia cautelare nel carcere di Tamanrasset.

Il corrispondente del quotidiano francofono Liberté è accusato di «diffusione volontaria di false informazioni suscettibili di attentare all’ordine pubblico e alla sicurezza nazionale».

Il giornalista non ha fatto altro che dare voce al movimento di protesta della minoranza tuareg, abitanti storici della regione di Tamanrasset, nel sud dell’Algeria, che affermano di essere espropriati delle loro terre a vantaggio di due prefetture – Djanet e Illizi – create da poco.

Da sempre le popolazioni tuareg denunciano la loro marginalizzazione economica e sociale. La Lega algerina per la difesa dei diritti dell’uomo ha chiesto che siano ritirate tutte le accuse a carico del giornalista e che sia liberato senza condizioni.

In Algeria, paese attraversato da una grave crisi politica e sociale, la riforma del codice penale, adottata lo scorso anno, criminalizza la diffusione di «false informazioni» e dunque rende difficile fare del giornalismo, a meno che non si tratti di un giornalismo allineato con chi ha in mano le leve del potere.

La vicenda di Rabah Karèche spiega perché nella classifica mondiale della libertà di stampa – elaborata da Reporters sans Frontières – sia al 146° posto su 180 stati e abbia perso 27 posizioni dal 2015. (R.Z.)

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