Algeria

Il presidente Abdelaziz Bouteflika si dimetterà prima del 28 aprile, quando scadrà il suo quarto mandato.

A comunicarlo è stato ieri l’ufficio della presidenza algerina in una dichiarazione rilasciata dall’agenzia nazionale APS, secondo la quale il presidente prenderà “misure per garantire che le istituzioni statali continuino a funzionare durante il periodo di transizione”.

Nonostante l’annuncio, gli studenti algerini sui social network hanno invocato nuove manifestazioni di protesta oggi, nella capitale e nel resto del paese.

Mohamed, membro di un’unione studentesca ad Algeri, ha affermato che l’uscita di scena di Bouteflika “non è sufficiente“. «Non cambia nulla, se ne andrà, ma lo stesso regime che ha governato l’Algeria dall’indipendenza, nel 1962, rimarrà al potere se non continueremo a protestare», ha detto all’emittente Al Jazeera. «Non vogliamo solo le dimissioni di Bouteflika, vogliamo anche la creazione di un nuovo sistema politico».  

Dal 22 febbraio milioni di algerini hanno dato vita a proteste pacifiche in tutto il paese chiedendo le dimissioni dell’ottantaduenne leader, al potere da quasi 20 anni. Bouteflika raramente è stato visto in pubblico da quando ha subito un ictus nel 2013.

Inizialmente aveva confermato la sua candidatura per un quinto mandato alle elezioni previste il 18 aprile ma, in risposta alle massicce proteste, l’11 marzo ha ritirato la candidatura e rinviato il voto di un anno. Anche l’annuncio, domenica, della nomina di un nuovo governo, non ha fermato le manifestazioni di dissenso.

chiedere con insistenza la destituzione di Bouteflika è stato anche il potente generale Ahmed Gaïd Salah, viceministro della Difesa e capo di stato maggiore dell’esercito. (Al Jazeera)