Algeria: il “mistero” della fuga dell’ex capo dell’intelligence Haddad
Algeria Politica e Società
Elusi gli arresti domiciliari sarebbe sbarcato in Spagna ad Alicante, ma i media algerini continuano a negare la notizia
Algeria: il “mistero” della fuga dell’ex capo dell’intelligence Haddad
Il fatto conferma la spaccatura sempre più profonda tra il governo di Tebboune, l’esercito e i servizi segreti
09 Ottobre 2025
Articolo di Rocco Bellantone
Tempo di lettura 6 minuti
Abdelkader Haddad

La fuga il mese scorso dall’Algeria verso la Spagna del generale Abdelkader Haddad, l’ex capo del DGSI, la Direzione generale della sicurezza interna algerina, rimane avvolta nel mistero.

Secondo il quotidiano spagnolo El Confidencial, che ha dato per primo la notizia, l’uomo, conosciuto in patria con il soprannome di “Nadder El Djinn” (Il diavolo), ha lasciato il paese via mare in motoscafo nella notte tra il 18 e il 19 settembre, divincolandosi apparentemente senza problemi dagli arresti domiciliari a cui era costretto da mesi.

Sbarcato sulla Costa Blanca, nella regione di Alicante, Haddad avrebbe dichiarato al suo arrivo: «Sarei stato assassinato prima del processo e l’avrebbero mascherato come suicidio». Sempre secondo El Confidencial, le autorità iberiche hanno confermato i fatti.

La notizia della fuga di Haddad, sostituito nel maggio scorso alla guida del DGSI dal generale Abdelkader Ait Ouarabi, è stata prima silenziata e successivamente smentita dai media algerini.

Ciò che è certo, per il momento, è che le voci che continuano a circolare da giorni sull’ex numero uno del DGSI stanno mettendo pressione sul governo di Abdelmadjid Tebboune e alimentando l’ipotesi di una spaccatura sempre più profonda tra il presidente e gli ambienti militari e dell’intelligence algerini.

Tensione ad Algeri

Come segnalato da The North Africa Post, nel tentativo di spostare altrove l’attenzione dell’opinione pubblica, nei giorni scorsi il capo di stato maggiore dell’esercito, il generale Saïd Chengriha, si è recato in pompa magna a Tébessa, vicino al confine con la Tunisia, dove il 23 settembre sono stati uccisi sei terroristi in un raid dei militari.

Una mossa che, però, non è bastata per oscurare quanto sta avvenendo nel paese e attorno al presidente Tebboune. Questi ha dovuto rinunciare a partecipare all’ultima attesa Assemblea generale delle Nazioni Unite in cui si discuteva della questione palestinese, dossier storicamente rilevante per l’Algeria.

Nel mentre ad Algeri sono state aumentate le misure di sicurezza attorno alla residenza presidenziale, predisposti check point e posti di blocco negli snodi centrali della capitale e chiusi temporaneamente diversi valichi di frontiera.

Restano mosse le acque all’interno dell’intelligence algerina. Diversi tra ufficiali e agenti dei servizi, sospettati di aver favorito la fuga di Haddad, sono stati arrestati o declassati. Tra questi uno dei nomi più in vista è quello del generale Mahrez Djeribi, capo del DCSA (i servizi segreti militari algerini), rimosso dal suo incarico ma poi apparso al fianco del capo di stato maggiore Saïd Chengriha nella sua visita a Tébessa.

Ascesa e caduta di Haddad

Tra le voci circolate in questi giorni sulla sua fuga di Haddad in Spagna, c’è quella secondo cui avrebbe attraversato il tratto di Mediterraneo fino alla Costa Blanca in un motoscafo che trasportava migranti. Una ricostruzione che sembra appartenere più a un film di spionaggio ma che non sarebbe del tutto da escludere.

Per il giornalista di Le Point Farid Alilat, Haddad «è un lupo solitario, un maestro dell’infiltrazione e un uomo sul campo. Sa come eludere la sorveglianza e ha le risorse per finanziare la sua scomparsa».

Nella guerra civile algerina (1992-2002) Haddad si è infatti “fatto le ossa” combattendo nelle unità specializzate nella lotta al terrorismo e alla sovversione. Questa esperienza maturata sul campo, sommata all’enorme influenza acquisita negli anni passati ai piani alti dell’intelligence algerina, ne fanno un disertore diverso e molto più pericoloso rispetto ad altri. 

In Spagna Haddad sa come muoversi. Nel 2015, quando era già da tempo inserito negli ingranaggi dei servizi algerini, finito nel mirino delle purghe ordinate dal ministero della Difesa contro i vertici del DRS (il Dipartimento di intelligence e sicurezza che coordinava i servizi segreti interni, esteri e militari e che all’epoca era stato sciolto), Haddad aveva trovato riparo in Spagna.

Qui aveva iniziato ad acquistare immobili a Barcellona e, per l’appunto, Alicante, prima di poter fare ritorno in Algeria e rimettersi in carreggiata dopo la morte improvvisa, nel dicembre del 2019, del ministro della Difesa Gaïd Salah, lo stesso che voleva sbarazzarsi di lui.

Rientrato nei ranghi, Haddad è diventato responsabile del Centro operativo principale del DGSI, il famigerato Centro Antar, caserma situata a Ben-Aknoun, periferia di Algeri, dove i servizi di sicurezza algerini eseguono gli interrogatori e dove sono stati denunciati da parte di detenuti decine di casi di violenze, torture e stupri.

Nel luglio 2022 è stato promosso generale e, nel luglio 2024, è diventato capo del DGSI, incarico che di fatto già ricopriva da tempo per via delle precarie condizioni di salute dell’allora direttore Djamel Kehal Medjdoub, colpito da un ictus.

In cerca di figure di cui potersi fidare in vista delle elezioni di settembre 2024 che avrebbe poi vinto, il presidente Tebboune ha affidato ad Haddad il compito di “fare pulizia” e intensificare le indagini sui casi di corruzione ai vertici dello stato.

Nelle sue indagini Haddad potrebbe essersi spinto troppo oltre lambendo gli interessi di uomini troppo vicini al presidente, motivo per cui nel maggio del 2025, meno di un anno dopo la sua promozione, è stato destituito.

Prima è finito nel carcere di Blida, poi in quello di Béchar, nell’ovest del paese, fino agli arresti domiciliari in una villa sulle alture di Algeri. Presagendo il peggio, Haddad avrebbe dunque deciso di scappare sfruttando la rete di contatti creata negli ultimi anni in Spagna e, probabilmente, l’appoggio offerto da frange dei servizi algerini che gli avrebbero permesso di lasciare il paese indisturbato via mare.

Considerato la “scatola nera” del governo algerino, Haddad conosce molti dei segreti della storia del paese degli ultimi decenni, dai massacri compiuti durante la guerra civile ai legami tra Algeri il Fronte Polisario nel Sahara Occidentale. La sua fuga rappresenta dunque un problema per il governo di Tebboune oltre che essere molto più di un segnale delle frizioni all’interno dei servizi segreti algerini.

Da quando Tebboune è salito al potere nel 2019, alla guida del DGSI ci sono stati cinque direttori e sette direttori dei servizi segreti esteri. Secondo stime di Le Monde, in carcere attualmente ci sono circa 200 alti ufficiali dell’esercito, tra cui 30 generali.  

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