Algeria / Media

E’ morto ieri ad Algeri Mohamed Tamalt, giornalista critico nei confronti del potere, in carcere da luglio. Il 42enne aveva iniziato uno sciopero della fame il 27 giugno, giorno del suo arresto. Le organizzazioni di difesa dei diritti umani Human Rights Watch (Hrw) e Amnesty International, chiedono un’inchiesta indipendente, approfondita e trasparente sulle circostanze della morte e la modifica del codice penale.
Tamalt era stato condannato a due anni di carcere l’11 luglio scorso, per aver pubblicato sul suo blog e su Facebook una poesia e un video giudicati diffamatori nei confronti del presidente Abdelaziz Bouteflika. La condanna era stata confermata in appello il 9 agosto e alla fine del mese il giornalista era entrato in coma.
Intervisto da Rfi Amine Sidhoum, il suo avvocato, si è detto scioccato perché “questa è la prima volta che un giornalista muore in carcere a causa dei suoi scritti o i suoi commenti sulla Rete”.
Yasmine Kacha, direttrice di Reporter senza Frontiere (Rsf) per il Nord Africa ha denunciato che “i giornalisti algerini continuano a soffrire l’applicazione abusiva del codice penale, utilizzato sistematicamente per tutte le informazioni diffuse e contro chi critica il potere”. (Rfi)