Nuove e più intense frizioni tra Algeria e Marocco. Algeri ha infatti deciso di rivedere le sue relazioni con il vicino scomodo e di «intensificare i controlli al confine» con il Marocco, alla luce dei «ripetuti atti ostili» che Rabat avrebbe commesso contro il paese. Lo ha reso noto con un comunicato l’ufficio del presidente Abdelmadjid Tebboune a seguito di una riunione dell’Alto consiglio per la sicurezza. Stando alle accuse del capo di stato, il Marocco, con la complicità di Israele, avrebbe sostenuto alcuni movimenti politici accusati dalle autorità algerine di aver appiccato gli incendi che nelle ultime settimane hanno provocato una novantina di morti nel nord dell’Algeria.

Due i movimenti, in particolare, messi nel mirino dalle autorità algerine: il Movimento per l’autodeterminazione della Cabilia (Mak nell’acronimo francese) e il Rachid. Il primo è un movimento separatista della regione della Cabilia, epicentro dei roghi, il secondo una formazione di ispirazione islamista.

Entrambi sono stati anche accusati dalla Direzione generale della sicurezza nazionale di aver provocato il linciaggio di Djamel Ben Ismaïl , un giovane artista accusato erroneamente dalla folla di essere un piromane.

Al momento né Rabat né Tel Aviv hanno commentato la decisione di Algeri. I rapporti diplomatici tra il Marocco e l’Algeria sono tradizionalmente tesi a causa del sostegno algerino alla causa dei movimenti separatisti del Sahara occidentale.

Ma negli ultimi tempi, soprattutto a partire dal 2020, le tensioni sono cresciute per una serie di “incidenti diplomatici” tra i due paesi.

L’alleanza Rabat-Tel Aviv

A partire dalla normalizzazione dei rapporti di Israele con il Marocco. La scorsa settimana, Yaïr Lapid, il ministro degli esteri israeliano in visita a Rabat, ha dichiarato che lui e il suo omologo marocchino «hanno espresso le loro preoccupazioni sul ruolo svolto dall’Algeria nella regione e sul suo avvicinamento all’Iran». Parole che hanno suscitato l’ira della diplomazia algerina.

Per Algeri, queste dichiarazioni arrivano su impulso di Nasser Bourita, il ministro degli esteri marocchino, che sta conducendo lo stato ebraico in «un’avventura pericolosa». Algeri rifiuta la normalizzazione dei rapporti con Israele e guida la ribellione contro il ritorno di questo paese come osservatore nell’Unione africana.

Altro punto di frizione è il sostegno di Rabat all’indipendenza della Cabilia. Lo scorso luglio, durante un incontro dei paesi non allineati, Omar Hilal, rappresentante del Marocco all’Onu, ha fatto arrabbiare l’Algeria al punto da farle richiamare il suo ambasciatore a Rabat. Hilal ha dichiarato che «il popolo cabilo in Algeria merita più di ogni altro di godere appieno del proprio diritto all’autodeterminazione».

Una dichiarazione per nulla gradita alle autorità algerine ma che esprimeva da parte di Rabat la volontà di replicare, infastidito, alla posizione di Algeri nei confronti del Sahara occidentale. L’Algeria chiede da sempre l’autonomia di questa regione.

L’episodio di Pegaso

Il mese prima era scoppiato il caso Pegasus. L’Algeria si è detta «profondamente preoccupata» in seguito alle rivelazioni secondo cui il Marocco avrebbe utilizzato il software israeliano per spiare funzionari e cittadini algerini. Sarebbero stati selezionati dal Marocco più di 6mila numeri di telefono.

Lo scorso dicembre, l’Algeria ha poi denunciato «manovre straniere» volte a destabilizzarla. Ha puntato il dito contro Israele dopo che gli Stati Uniti di Trump avevano riconosciuto la sovranità del Marocco sul Sahara occidentale, in cambio di una normalizzazione di Rabat con lo stato ebraico.

Il Polisario rompe il cessate il fuoco

Nel novembre 2020, il Polisario, sostenuto e finanziato da Algeri, ha annunciato la rottura unilaterale dell’accordo di cessate il fuoco del 1991 con Rabat e di riprendere le armi. Algeri sostiene sin dagli anni ’70 il Polisario e l’indipendenza del Sahara mentre il Marocco lo considera territorio marocchino.

Ma l’economia va braccetto

Di fronte alla guerra di parole e allo scambio di accuse tra i due stati, le relazioni economiche tra Algeria e Marocco sembrano tuttavia andare piuttosto bene. È quanto emerge dalla presa di posizione del governo marocchino sulla questione del gasdotto che collega l’Algeria alla Spagna attraverso il territorio marocchino. Il contratto del Maghreb Europe Gas Pipeline (GME) scadrà il 31 ottobre 2021, ma le autorità marocchine si dicono favorevoli a mantenere questo gasdotto oltre tale data. È quanto emerge dalla dichiarazione di giovedì 19 agosto della direttrice generale dell’Ufficio nazionale degli idrocarburi e delle miniere marocchino, Amina Benkhadra. (giba)

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