Tensioni a Bordj Badji Mokhtar
Un banale incidente ha incendiato la comunità araba e quella tuareg. Si contano morti e feriti. È accaduto nel sud paese, al confine con il Mali, in una località fortemente presidiata dall’esercito. Mentre Algeri rischia di avere un ruolo marginale nel processo di pace in Mali…

Ribolle il confine meridionale dell’Algeria, dove nelle ultime due settimane violenti scontri tra comunità araba e tuareg hanno travolto la cittadina di Bordj Badji Mokhtar, a 20 km dal Mali, per poi propagarsi oltre frontiera fino a Infara.

Un effetto della profonda povertà della regione, aggravata dalla guerra in Mali, ma anche della storica rivalità tra le due tribù, quella araba dei barabiche e quella tuareg degli idnan che, dalla Mauritania alla Libia, si contendono il controllo di ogni genere di commercio, lecito o illecito.

Gli ultimi scontri tribali sono scoppiati a Bordj Badji Mokhtar, 2200 km a sud di Algeri, in seguito all’uccisione di un giovane tuareg, Lensari Ghali Ben Ameq, 24 anni, picchiato a morte da alcuni giovani arabi. «È stato sorpreso a rubare in un negozio gestito da arabi», raccontano alcuni abitanti, mentre altre testimonianze parlano di un incidente d’auto avvenuto tra giovani delle due tribù.

Una scintilla, un banale diverbio che nel giro di poche ore ha trasformato la piccola cittadina in un campo di battaglia. Spade, sbarre di ferro, bastoni. In due settimane, sono rimaste uccise 9 persone, secondo il bilancio ufficiale algerino. Almeno 20 i morti dicono invece fonti locali. Una quarantina i feriti. Ad essere maggiormente colpiti i quartieri “misti”, arabo-tuareg, dove decine di case sono state saccheggiate e incendiate.

Venerdì scorso i saggi e i rappresentanti religiosi hanno raggiunto un accordo per riportare «la pace e la tolleranza» nei villaggi. Una calma precaria regna a Bordj Badji Moktar presidiata da squadre speciali anti sommossa.

Secondo il ministro dell’interno, Daho Ould Kablia, «la situazione è sotto controllo». Ma come è possibile, si interrogano diversi quotidiani locali, che per giorni siano andate avanti violenze di questo genere in una delle zone più militarizzate del paese? Con il conflitto in Mali, migliaia di militari sono stati dispiegati lungo i confini e Bordj Badji Mokhtar è presidiata da una caserma dell’esercito. Nonostante la chiusura della frontiera, gli scontri si sono propagati anche a Ifrana (a 30 km dall’Algeria).

Le violenze, secondo alcuni, sarebbe state manovrate ad arte, intrecciate con il processo di pace avviato da Bamako che questa volta punterebbe ad escludere l’Algeria dal tavolo dei negoziati.

La questione tuareg è fondamentale per la stabilità del Mali e dell’intera regione, ma le violenze degli ultimi giorni stanno facendo vacillare l’accordo di riconciliazione siglato a Nouakchott (cioè in Mauritania e non, come avviene tradizionalmente, ad Algeri), l’8 agosto, tra i tuareg del Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad (Mnla) e dell’Alto consiglio per l’unità dell’Azawad (Hcua) e il Movimento arabo dell’Azawad (Maa).