Cambiamenti Climatici

La pioggia battente che ha caratterizzato le condizioni metereologiche dei paesi dell’Africa orientale e di quelli confinanti nelle ultime settimane, continua a fare vittime e a provocare ingenti danni.

In Kenya una frana nella contea West Pokot, nell’ovest del paese, ha provocato almeno 52 morti e centinaia di sfollati. Ma altre vittime potrebbero essere ancora sepolte dal fango che ha spazzato via un intero villaggio. Le operazioni di soccorso sono rese estremamente difficili dagli smottamenti provocati dalla pioggia battente degli ultimi giorni che hanno gravemente danneggiato diverse strade, isolando la zona del disastro. A maggio le piogge avevano causato 47 morti per il cedimento di una diga nella contea di Nakuru.

Ingentissimi danni e molte vittime anche nella Repubblica democratica del Congo. Secondo notizie diffuse dalla stampa locale, 25 sarebbero i morti nella provincia dell’Equatore. Altre 10 sono state segnalate dalla Caritas-Congo nella provincia del Nord Ubangi dove, dopo settimane di pioggia battente, almeno 180mila persone necessitano di aiuti umanitari urgenti. Altre decine di migliaia sono in condizioni critiche nella provincia del Sud Ubangi, attraversata dal fiume Oubangui, che scorre verso la Repubblica Centrafricana gonfio di acqua. Una dozzina di morti sono stati segnalati anche nella provincia del Kasai.

50mila sono le persone colpite dall’esondazione del fiume Congo nel Congo Brazzaville. Ci sarebbero stati anche alcune vittime. Il governo ha dichiarato lo stato di emergenza. Danni ingenti anche in Tanzania, dove almeno 10 persone sarebbero annegate in un fiume in piena. Situazione di emergenza anche in alcune zone dell’Etiopia, mentre in Somalia decine di migliaia di persone sono sfollate a causa di estesi allagamenti.

Anche in Sud Sudan continua l’ondata di piogge torrenziali che ha provocato estese alluvioni. Le organizzazioni umanitarie calcolano che almeno un milione di persone necessitano di aiuto urgente in diverse regioni, alcune isolate da diverse settimane. Situazione grave anche in Sudan, dove il maltempo dura da settembre. (The Guardian)