La popolazione nell’Amazzonia brasiliana, stimata in oltre 18 milioni e mezzo di persone, vive in innumerevoli città e villaggi, lungo strade e fiumi, che formano il grande bacino amazzonico. La maggior parte delle città ha un livello di infrastrutture minimo, prive di servizi di base essenziali come i servizi igienico-sanitari di base, le unità di sanità pubblica e quasi nulla di servizi sanitari di media e alta complessità, al servizio della popolazione dei diversi Stati.

A causa dell’alta mobilità delle persone tra uno stato e l’altro, oltre alla mancanza di politiche pubbliche, nel controllo di epidemie e pandemie, il Covid-19 trova un terreno favorevole per diffondersi rapidamente tra la popolazione che vive in Amazzonia, e può determinare danni disastrosi a breve e medio termine.

Alcuni dati

Il professor Anderson B. Serra dell’Università Federale di Parà / Altamira, in collaborazione con Raphael B. Serra (medico e farmacista), il 26 marzo, ha pubblicato i seguenti dati:

“L’arrivo del Covid-19 nelle piccole città all’interno dell’Amazzonia è di quattro giorni fa mentre nel paese il primo caso registrato è di ormai un mese fa. Fino a ieri, la città meno popolosa con il Virus Corona era Parintins (AM), con 67 mila abitanti. Oggi, il virus è stato rilevato a Nova Monte Verde, una città del Mato-Grossens con poco meno di diecimila abitanti (9.178) e distante dalla capitale Cuiabà, quasi mille chilometri (919).

Sebbene il numero totale di comuni colpiti rappresenti una piccola parte dei comuni dell’Amazzonia (2,6%), il Covid-19 a Nova Monte Verde è rilevante perché dimostra il potenziale di espansione del virus. Nova Monte Verde è una tipica città di frontiera agricola emersa nel contesto della colonizzazione dell’Amazzonia negli anni ’70, in un progetto di colonizzazione con aree urbane e rurali, un contesto simile a molte altre città che compongono la ‘frontiera dell’espansione agricola’.

Tali città registrano una grande mobilità di persone e merci, grazie alle attività agricole predominanti integrate nei mercati nazionali e internazionali. In altre città con un’occupazione molto più antica, ma con un profilo economico e una mobilità simili, il progresso del Covid-19 è stato registrato anche nelle ultime 24 ore. Questo è il caso di Castanhal (PA) e Imperatriz (MA), città sulle rive dell’autostrada Belém-Brasília, nonché Itaituba (PA), che è collegata sia all’autostrada Transamazônica che a Santarém-Cuiabà.

In tutte queste città, il movimento delle persone è alto praticamente tutto l’anno. La mobilità di persone e merci in Amazzonia si verifica anche, e forse principalmente, attraverso i fiumi. In questo senso, vale la pena menzionare anche la prima documentazione di Covid-19 nella città di Alto Solimões in Amazonas. Santo Antônio do Içá (AM), altrettanto piccolo nella popolazione (23 mila abitanti), è nel corridoio di un intenso movimento di persone. Le rive del fiume Solimões e 1,2 km da Manaus, sono un punto di sosta per coloro che entrano in Amazzonia dal suo fiume principale, o per quelli che vanno da Tabatinga a Manaus o in altre città tra i tre confini (Brasile, Perù e Colombia). In altre parole, molte persone passano di lì”. 

Qui di seguito i dati pubblicati sul Portale G1, dal prof. Anderson e il dottor Rafhael “La crescita giornaliera dei casi in Amazzonia è stata dal 50% al 60% dall’oggi al domani. Tuttavia, nelle ultime 24 ore, era quasi l’80%”

La vulnerabilità delle popolazioni indigene

Nel caso delle popolazioni indigene, la situazione è molto più preoccupante, poiché è una popolazione ad alto rischio, con elevate vulnerabilità. A ciò si aggiunge la cancellazione dei loro diritti da parte del potere esecutivo e legislativo, che indebolisce maggiormente le politiche sociali che fornivano un servizio specifico e differenziato alle popolazioni indigene, come garantito dalla Costituzione federale del 1988.

Nell’attuale scenario della pandemia di Covid-19, le preoccupazioni riguardo le popolazioni indigene aumentano, poiché la flessibilità delle politiche in materia di salute, assistenza sociale e prospezione mineraria dei territori, aggrava ulteriormente la loro situazione. E’ urgente allora un’azione seria della FUNAI (Fondazione Nazionale dell’Indio) e del ministero della Salute a difesa delle popolazioni indigene.

Sebbene molti popoli e comunità abbiano preso provvedimenti per garantire l’isolamento sociale delle comunità, queste misure non sono sempre efficaci, poiché molti territori indigeni sono divisi a metà dalle autostrade con un transito costante di persone e veicoli. In alcuni territori le popolazioni indigene avvertono la fortissima pressione del potere economico, che non rispetta l’ordine di non transito, generando più violenza contro di loro.

Le dichiarazioni e politiche neoliberiste del governo brasiliano, a difesa dell’economia e non della vita delle persone, mettono seriamente a rischio la salute della popolazione brasiliana e delle popolazioni indigene, in particolare delle popolazioni libere (isolate).