Rwanda /Ambiente

Un traguardo storico per la tutela dell’ambiente è stato raggiunto alla Conferenza di Kigali, tenutasi la scorsa settimana nella città ruandese: oltre 150 paesi hanno concordato limitazioni nell’uso dei cosiddetti gas serra, responsabili dell’omonimo effetto di riscaldamento globale. L’intesa, definita «monumentale» dal Segretario di Stato americano John Kerry, va a completare il Protocollo di Montréal introdotto nel 1987 e progressivamente firmato da tutti i paesi membri dell’Onu. Tale accordo, prevedeva l’eliminazione dei clorofluorocarburi, responsabili del buco dell’ozono, che erano quindi stati sostituiti con gli idrofluorocarburi (Hfc) nei gas per condizionatori, frigoriferi e bombolette spray. Ma anche questi si sono poi rivelati dannosi, in quanto contribuiscono al surriscaldamento globale.

Già con l’accordo di Parigi, siglato a dicembre 2015, ben 195 paesi si erano impegnati a ridurre l’inquinamento. Ora, la maggior parte dei paesi sviluppati si impegna a ridurre del 10% le emissioni di idrofluorocarburi a partire dal 2019; oltre 100 paesi in via di sviluppo, tra cui la Cina e alcuni Stati del Sud America, avranno tempo fino al 2024 per adeguarsi al protocollo, mentre altri, inclusi India, Pakistan e paesi del Golfo, hanno chiesto di poter aspettare fino al 2028.

L’obiettivo è ambizioso ma necessario, visti anche i crescenti fenomeni migratori di massa legati agli sconvolgimenti ambientali: si puntava a ridurre il surriscaldamento di mezzo grado entro la fine del secolo; ora sembra che, anche a causa delle concessioni sulle date di applicazione del protocollo fatte ai paesi in via di sviluppo, lo si potrà raggiungere solo in parte; in ogni caso si tratta di un accordo storico, nel quale si ripongono grandi speranze. (Ansa / Il Post)