I vescovi dell’Africa orientale scommettono sui giovani - Nigrizia
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Kenya: chiusa la 21ª Assemblea plenaria dell'Amecea
I vescovi dell’Africa orientale scommettono sui giovani
Approvato a Nairobi un piano d'azione per l'inclusione delle nuove generazioni nella vita ecclesiale. Denunciato l'uso strumentale delle fasce più giovani durante le campagne elettorali. Al termine dei lavori nominato il nuovo presidente, l'arcivescovo tanzaniano Gervas John Mwasikwabhila Nyaisonga
27 Luglio 2026
Articolo di Redazione
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Alcuni dei giovani presenti all'Assemblea dell'Amecea. Credito: Amecea

Si è conclusa il 26 luglio a Nairobi, in Kenya, dopo una settimana di lavori, la 21ª Assemblea plenaria dell’Amecea, l’organismo ecclesiale che riunisce le Conferenze episcopali di nove paesi dell’Africa Orientale: Sudan, Sud Sudan, Etiopia, Eritrea, Uganda, Kenya, Tanzania, Malawi e Zambia. Ai circa 140 vescovi presenti si sono affiancate delegazioni e rappresentanti cattolici, animatori laici e religiosi, in rappresentanza dei fedeli delle comunità cattoliche dei nove paesi.

Il tema scelto per l’Assemblea era “Cammino sinodale dell’Amecea con i giovani: costruire ponti di comunione, speranza, giustizia e buon governo”.

La voce dei giovani

In una conferenza stampa tenutasi a metà Assemblea, monsignor Peter Kemani – vescovo di Embu, in Kenya, e vicepresidente della Commissione per la gioventù della Conferenza episcopale kenyana (KCCB) – aveva spiegato che i giovani cattolici della regione Amecea chiedono risposte concrete, inclusione e la possibilità di partecipare attivamente anche alle strutture di leadership della Chiesa.

Le sue parole avevano anticipato i numerosi interventi dei delegati, cui presero parte oltre 140 vescovi dell’Africa orientale insieme a centinaia di delegati religiosi e laici delle varie circoscrizioni.

L’esempio delle proteste della generazione z

«Quando osserviamo le proteste giovanili che si sono verificate, ad esempio, qui in Kenya, vediamo che i giovani non sono indifferenti a ciò che accade intorno a loro», aveva detto il prelato, aggiungendo che le proteste e le rivolte della generazione z guidate dai giovani kenyani avevano scosso l’establishment politico. «I giovani sono informati – aveva proseguito il vescovo Kemani – hanno una profonda consapevolezza di ciò che sta accadendo. Allo stesso tempo vediamo le loro paure, le preoccupazioni, i dubbi e le incertezze sul futuro, che erodono la fiducia in istituzioni come i governi e la Chiesa. Le sfide sono molte. E noi, loro pastori, abbiamo il desiderio e il dovere di ascoltarli», aveva concluso.

Le richieste e il piano pastorale

Tra le altre proposte, i delegati giovanili avevano chiesto l’istituzione di Piccole comunità cristiane online, corsi di formazione per missionari digitali e percorsi formativi capaci di rispondere alla sfida della disoccupazione giovanile. Sulla base di questi contributi – insieme a quelli di gruppi di religiosi, religiose e leader laici delle comunità cristiane – i vescovi hanno elaborato, nei giorni successivi, un piano pastorale quadriennale prioritario.

Giovani protagonisti nella missione della Chiesa

Il piano prevede programmi d’azione che riguardano l’inclusione dei giovani nella vita e nella missione della Chiesa; la revisione di alcune strutture dell’Amecea per istituzionalizzare la rappresentanza e la partecipazione giovanile a livello regionale; l’impiego dei nuovi media digitali e delle piattaforme social oggi al centro della vita dei giovani; e infine il rafforzamento della loro leadership, accompagnata dagli animatori ecclesiali laici e religiosi in tutte le Chiese locali dell’Amecea.

Il nuovo presidente dell’Amecea

A conclusione dell’Assemblea, i pastori di tutte le diocesi hanno scelto l’arcivescovo Gervas John Mwasikwabhila Nyaisonga, vescovo di Mbeya, in Tanzania, come nuovo presidente dell’Amecea.

Nel messaggio finale, i vescovi hanno ribadito l’impegno ad ascoltare con attenzione le speranze, le preoccupazioni e le sofferenze dei giovani, promettendo azioni concrete per accompagnarli nella vita e nella missione della Chiesa.

Gli impegni assunti

Tra gli impegni assunti figurano il consolidamento e l’estensione della partecipazione dei giovani alla vita ecclesiale e civica, l’istituzione e il potenziamento di sportelli a loro dedicati, la formazione di “missionari digitali cattolici” per l’evangelizzazione nell’era digitale, la promozione dell’istruzione, del tutoraggio, dell’imprenditorialità e dello sviluppo delle competenze, oltre al rafforzamento delle politiche di tutela e della responsabilità nella pastorale giovanile.

“I giovani ci hanno detto chiaramente che spesso si sentono usati durante le campagne elettorali e in seguito dimenticati, una volta contati i voti”, si legge nel documento finale. “Chiediamo la fine di qualsiasi sfruttamento e abuso dei giovani, che si approfitta della loro indigenza per fini politici egoistici. Invitiamo invece i politici a diventare leader che ispirano speranza nei giovani”, la conclusione.

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