Popolazione muore nel fuoco incrociato
La missione di pace dell’Unione Africana in Somalia (Amisom) sarebbe responsabile, secondo un rapporto riservato, diffuso da Associated Press, di uno sproporzionato uso della forza e di attacchi indiscriminati nella capitale somala, Mogadiscio. Le vittime sono per lo più civili, intrappolati nel fuoco incrociato tra miliziani e caschi verdi.

Testimoni lo riferivano già da settimane. Ora un rapporto riservato dell’Unione Africana (Ua) lo conferma: i bombardamenti a tappeto delle truppe Ua della missione di pace in Somalia (Amisom), hanno colpito indiscriminatamente civili e miliziani. A diffondere, ieri, i contenuti del rapporto, recante la dicitura “Internal Use Only” (“Solo ad uso interno”), è stata l’agenzia stampa statunitense Associated Press (Ap).

Il documento avverte i funzionari dell’Ua: se i bombardamenti continueranno in modo indiscriminato, c’è il rischio che l’Amisom perda il sostegno della popolazione. Tutto ciò era noto ai vertici della missione tempo prima che le milizie somale estremiste di Al Shabaab il fragile governo federale di transizione somalo, sostenuto dalle Nazioni Unite, non sopravvivrebbe. Gli attacchi di Kampala sarebbero, dunque, la risposta di Al Shabaab a quanto avviene nella capitale somala.

Già lo scorso aprile, Human Rights Watch accusava tutte le parti in conflitto di «numerosi attacchi indiscriminati con conseguenze terribili per la popolazione civile». A rincarare la dose ci ha pensato anche l’ex ministro della difesa, il signore della guerra Yusuf Mohamed Siyad “Inda’ade”, dichiarando di essere stato testimone di un bombardamento in cui sarebbero stati utilizzati ben 60 colpi di artiglieria, caduti nel mercato Bakara, in risposta a tre attacchi con colpi di mortaio da parte di Al Shabaab. Nessuna protesta pubblica è stata però avanzata da “Inda’adde” al momento dei fatti.

Tuttavia, lo stesso capo del servizio ambulanze di Mogadiscio, Ali Muse, riferisce di un atteggiamento “aggressivo” adottato dai caschi verdi: alcune famiglie avrebbero perso la vita cercando rifugio in un edificio, mentre era in corso un attacco, all’inizio di luglio, in un mercato della capitale. Il colpo di artiglieria «è stato così forte che ha cancellato l’edificio», ha dichiarato Muse, secondo cui, i miliziani islamisti non avrebbero le capacità per lanciare un bombardamento di queste proporzioni.

Il portavoce dell’Unione Africana, Barigye Bahoku, ha smentito, ieri, i contenuti del rapporto diffuso da Ap, attribuendo la responsabilità dell’uccisione di civili ai gruppi ribelli. «Troppi civili sono intrappolati nel fuoco incrociato, – spiega Bahoku – ma la responsabilità di questo è da attribuire agli estremisti, che lanciano attacchi sconsiderati contro il governo e l’Amisom».

Le regole di ingaggio della missione dell’Unione Africana sono cambiate dopo che, lo scorso 17 settembre, un attacco suicida ha provocato la morte di 20 soldati dell’Amisom , compreso il vice comandante burundese della missione, ferendo, invece, il comandante. Da allora, il contingente è stato autorizzato a compiere incursioni nei quartieri della capitale e ad utilizzare carriarmato. Tecnologia che, tuttavia, risulta inefficace sul campo di battaglia somalo, caratterizzato da scontri con armi leggere, “casa per casa”.