Entro fine la restituzione di una parte
L’Angola, primo produttore africano di greggio insieme alla Nigeria, ha rivelato di aver contratto debiti miliardari nel settore edilizio. Il presidente Dos Santos comunque assicura che il governo intende mantenere gli impegni presi.

Un brutto colpo per le finanze dello stato angolano. Il paese ha un ritardo nel pagamento di 6,8 miliardi di dollari di debiti nei confronti di aziende straniere impegnate nei progetti di ricostruzione post-bellica lanciati dall’attuale esecutivo. A rendere pubblico l’ammontare dei versamenti ancora dovuti, il presidente angolano Eduardo Dos Santos (nella foto, a sinistra).

 

Ieri, infatti, al termine di un incontro con il presidente portoghese Anibal Cavaco Silva (nella foto, a destra), in visita ufficiale a Luanda, in occasione del vertice dei paesi lusofoni, Dos Santos ha cercato di tranquillizzare gli investitori, assicurandogli l’impegno del suo governo.

 

«Verso fine anno – ha detto il presidente – il paese pagherà il 40% del debito verso le grandi imprese, mentre tra due mesi si inizierà a rimborsare le piccole aziende coinvolte nella vicenda». La maggior parte di queste imprese sono portoghesi, ma anche brasiliane. Infatti, venendo in aiuto alla sua ex-colonia, il Portogallo aveva prestato, lo scorso marzo, 500 milioni di dollari all’Angola per permetterle di cominciare a regolarizzare la propria situazione finanziaria.

 

Oggi, in tarda mattinata, una nota del ministero angolano delle finanze ha visto al rialzo la stima effettuata dal presidente Dos Santos. Si tratta ora di 9 miliardi di dollari, cioè 2,2 miliardi in più. Non è stata riportata nessuna informazione che giustificasse una tale differenza.

 

Tuttavia, nella stessa nota, pubblicata dal quotidiano filo governativo Jornal de Angola, il ministero delle finanze sostiene di aver pagato, a fine giugno, un miliardo di dollari ad alcune imprese edili creditrici. Inoltre, questa volta in linea con le rassicurazioni del presidente, il ministro angolano delle finanze ha dichiarato che le autorità del paese hanno «deciso di imporre maggiore rigore e trasparenza nella gestione della spesa pubblica».

 

Le finanze dello stato angolano dipendono dal petrolio, di cui il paese è ricco, contendendosi con la Nigeria il primato della produzione africana. Per alcuni osservatori, le difficoltà finanziarie del paese derivano, appunto, dall’abbassamento del prezzo del greggio registrato lo scorso anno, in seguito alla crisi economico-finanziaria internazionale. Ora, gli stessi analisti assicurano che il paese non dovrebbe avere problemi per regolare, anche se in ritardo, i propri debiti, visto l’andamento «relativamente a rialzo» del prezzo del greggio nei mercati internazionali.