Angola / Giustizia

José Filomeno dos Santos, ex presidente del fondo sovrano angolano e figlio dell’ex presidente José Eduardo dos Santos, è stato incarcerato lunedì nell’ambito di un’inchiesta su un caso di appropriazione indebita per un valore di 1.5 miliardi di dollari.

Dos Santos, soprannominato Zénu, è in detenzione preventiva con le accuse, tra l’altro, di “frode, appropriazione indebita di fondi, riciclaggio di denaro sporco e associazione a delinquere”. Secondo il pubblico ministero, Alvaro Da Silva Joao, «le prove raccolte sono sufficienti a dimostrare che gli imputati sono impegnati in attività illecite». In custodia cautelare è finito anche il suo coimputato, l’uomo d’affari angolo-svizzero Jean-Claude Bastos de Morais, parente di Zénu, che ha gestito una parte del fondo sovrano.

A marzo il figlio dell’ex presidente – per 38 anni al vertice dello stato, primo produttore di petrolio del continente – è stato incriminato per frode in relazione a una transazione di 500 milioni di dollari a un istituto di credito londinese dal fondo da 5 miliardi di dollari che gestiva, il Fundo Soberano De Angola (FSDEA).

Filomeno è stato licenziato dal suo incarico lo scorso gennaio dal presidente João Lourenço, subentrato al padre il 26 settembre 2017 grazie anche alla promessa – poi mantenuta – di fare piazza pulita con le gerarche legate al clan dos Santos.

Sotto inchiesta per “transazioni di denaro sospette” è finita anche la sorellastra di Zénu, Isabel dos Santos, presidente della Sonangol, la compagnia petrolifera statale, anche lei rimossa dall’incarico da Lourenço. (Jeuneafrique / Reuters)