Angola / R.D.Congo / Migranti

Sabato scorso, durante una visita a Dundo – città nella provincia di Lunda Nord, vicina al confine con la Repubblica democratica del Congo – il capo della sicurezza presidenziale Pedro Sebastiao, ha dichiarato che 380.000 migranti illegali, in gran parte congolesi, hanno lasciato il paese in meno di un mese in modo del tutto volontario.

Sebastiao ha spiegato che l’operazione in corso contro il traffico illegale di diamanti, ha condotto a sequestri per un valore superiore a 1 milione di dollari, alla chiusura di 231 locali impiegati nel commercio illecito delle pietre preziose e al sequestro di 59 armi.

Stando alle sue dichiarazioni inoltre, non ci sarebbero state espulsioni forzate ed episodi di pestaggio da parte della polizia locale contro i migranti. L’attraversamento di massa del confine tra Angola e Rd Congo, ha precisato, non sarebbe sinonimo di sentimento xenofobo nei confronti degli abitanti dei paesi vicini, ma semplicemente parte dell’“Operazione Trasparenza”, indirizzata anche a contrastare l’immigrazione clandestina e il saccheggio delle risorse naturali.

Circa un settimana fa, il portavoce del governo congolese, Lambert Mende, aveva accusato il vicino angolano di aver espulso 28.000 persone. L’UNHCR stimava che almeno 180.000 congolesi si stessero riversando nella già martoriata provincia del Kasai, territorio instabile e a rischio ora, di una nuova crisi umanitaria. (Voice of America)

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