Aperto nei Paesi Bassi il processo al trafficante di esseri umani eritreo Walid
Eritrea Libia Migrazioni
Tewelde Goitom è accusato di essere al vertice della tratta verso la Libia, dove i migranti sarebbero trattenuti e torturati a scopo di estorsione
Aperto nei Paesi Bassi il processo al trafficante di esseri umani eritreo Walid
L’uomo, già condannato in Etiopia, sostiene di essere vittima di uno scambio d’identità
04 Novembre 2025
Articolo di Redazione
Tempo di lettura 3 minuti

Si è aperto ieri, 3 novembre, nei Paesi Bassi il processo contro un eritreo, Tewelde Goitom, conosciuto anche come Amanuel Walid, accusato di essere un noto trafficante di esseri umani e di aver torturato, stuprato ed estorto denaro a migliaia di migranti africani, uomini e donne, diretti in Europa e trattenuti a lungo in campi di prigionia in Libia.

Il processo, secondo le dichiarazioni dei pubblici ministeri, costituisce uno dei più rilevanti casi di traffico di esseri umani finora intentato nei Paesi Bassi e si protrarrà presumibilmente per le prossime tre settimane.

Secondo le accuse, Goitom sarebbe al vertice di una vasta e brutale rete criminale che avrebbe portato clandestinamente migliaia di migranti dall’Africa orientale all’Europa agendo con violenza disumana, torturando i prigionieri per estorcere denaro – anche decine di migliaia di dollari – alle loro famiglie.

L’uomo è stato estradato nel 2022 dall’Etiopia, dove era stato processato un anno prima e condannato a 18 anni di carcere per traffico di esseri umani e torture.

Dal processo ad Addis Abeba è emerso che tra il 2014 e il 2018, Goitom gestiva dei magazzini, alcuni dei quali nella città libica di Bani Walid, dove lui e le sue guardie armate trattenevano migranti eritrei, etiopi, somali e sudanesi con la promessa di trasportarli in Europa attraverso il Mediterraneo.

Il suo coimputato, Shishay Godefay Demoz, ritenuto suo complice nella tratta, era stato condannato a 16 anni e 6 mesi di carcere.

All’apertura del processo nei Paesi Bassi, l’imputato ha sostenuto di essere vittima di uno scambio di identità e alla domanda dei giudici relativa alle 200 vittime che lo avevano identificato come Goitom, ha invocato il suo diritto al silenzio.

L’avvio del processo è stato ritardato per due anni in attesa dell’estradizione di un secondo accusato, altra figura ai vertici della tratta, tristemente nota per la sua spietatezza, Kidane Zekarias Habtemariam, fuggito mentre veniva processato nel 2020 in Etiopia.

Habtemariam, che la polizia olandese definisce “uno dei trafficanti più crudeli al mondo”, è stato arrestato il 5 gennaio 2023 a Khartoum, in Sudan, in un’operazione di polizia internazionale condotta dagli Emirati Arabi Uniti con il sostegno dell’Interpol.

Attualmente è detenuto negli Emirati, ma verrà estradato quanto prima nei Paesi Bassi, dove è nella lista dei criminali più ricercati. I pubblici ministeri intendono infatti riunire i due casi con l’obiettivo di smantellare, o comunque colpire, le loro reti transnazionali.

Le prime fasi del dibattimento si concentreranno sulla giurisdizione o meno del tribunale olandese nel giudicare gli imputati. Secondo i pubblici ministeri il fatto che alcuni dei presunti crimini siano avvenuti nei Paesi Bassi garantirebbe la giurisdizione, cosa che viene contestata dalla difesa.

Negli ultimi anni il paese nordeuropeo ha registrato un aumento degli arrivi di giovani in fuga dal regime eritreo. Attualmente gli eritrei che vivono nei Paesi Bassi sarebbero circa 28mila, secondo l’ufficio statistico nazionale.

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