«A El Fasher, numerosi civili sono intrappolati in città, vittime della carestia e della violenza… Rivolgo un sentito appello ai responsabili e alla comunità internazionale affinché garantiscano corridoi umanitari e attuino una risposta coordinata per fermare questa catastrofe umanitaria».
È un forte richiamo a un intervento urgente in Sudan quello lanciato ieri da papa Leone XIV durante l’udienza generale, in riferimento alla guerra civile che lacera l’intero paese e all’assedio in corso da oltre un anno alla capitale del Darfur settentrionale.
Il pontefice ha anche ricordato e chiesto preghiere per le oltre 1.000 vittime della frana che il 31 agosto ha travolto il villaggio di Tarasin, nella zona del Jebel Marra, nel Darfur centrale, controllata dal Movimento/Esercito di Liberazione del Sudan (SLM/A), gruppo armato alleato delle Forze di supporto rapido (RSF) in guerra contro le Forze armate sudanesi (SAF).
«A Tarasin, una frana devastante ha causato numerose vittime, lasciando dietro di sé dolore e disperazione. E, come se non bastasse, la diffusione del colera minaccia centinaia di migliaia di persone già stremate», ha ricordato.
La gigantesca frana, causata dalle forti piogge, ha totalmente cancellato il villaggio, lasciando un solo superstite. Le forze che controllano la zona, totalmente impreparate ad affrontare una simile catastrofe, hanno fatto appello alla comunità internazionale e alle Nazioni Unite per organizzare i soccorsi e l’assistenza umanitaria, ma l’inaccessibilità del luogo complica gli interventi.
Papa Leone è anche tornato a lanciare un appello per la pace: «È tempo di avviare un dialogo serio, sincero e inclusivo tra le parti per porre fine al conflitto e restituire speranza, dignità e pace al popolo sudanese», ha concluso.
La guerra in corso dal 15 aprile 2023 in Sudan si stima abbia provocato oltre 150mila morti e indicibili sofferenze per la popolazione, costretta alla fame, colpita da stupri, sequestri, torture, esecuzioni sommarie.
Quasi 10 milioni di persone, per lo più donne e bambini, sono sfollate internamente al paese. Altri 4,2 milioni si sono rifugiati oltreconfine.
Oltre 30,4 milioni di persone, più della metà della popolazione, necessita di assistenza urgente.
L’insicurezza alimentare ha raggiunto livelli catastrofici, con 24,6 milioni di persone che soffrono la fame acuta e con la carestia che è stata confermata in alcune zone del Darfur settentrionale e dei Monti Nuba.