Approvato il testo finale del documento sinodale - Nigrizia
Chiesa e Missione
Conclusa a Roma la Terza Assemblea del Cammino Sinodale
Approvato il testo finale del documento sinodale
Il documento di sintesi diventa riferimento per orientamenti e delibere della Chiesa italiana. Speciale attenzione è stata posta su sinodalità, corresponsabilità, ruolo dei laici e partecipazione delle donne
27 Ottobre 2025
Articolo di Giuseppe Cavallini
Tempo di lettura 4 minuti

Con l’approvazione del Documento Finale pubblicato a fine dicembre 2024, si era concluso il percorso del Sinodo sulla sinodalità inaugurato da papa Francesco nell’ottobre 2021.

Francesco aveva allora sottolineato che varie tematiche avrebbero richiesto ancora tempo per le decisioni definitive. E infatti, dopo un anno di ulteriori riflessioni, con l’approvazione del documento di sintesi “Lievito di pace e di speranza” approvato il 25 ottobre scorso dalla Terza Assemblea del Cammino Sinodale si è realizzato quanto chiesto da papa Francesco.

Il testo finale del documento sinodale, approvato con 781 voti favorevoli sugli 809 votanti dell’Assemblea, diventa ora riferimento per orientamenti e delibere della Chiesa italiana.

Speciale attenzione è stata posta su sinodalità, corresponsabilità, ruolo dei laici e partecipazione delle donne. Papa Leone XIV, dal canto suo, ha definito il Documento Finale come “magistero pontificio” che va accolto e che fa da guida per la missione della Chiesa.

Pertanto: «È ora compito dei Pastori assumere tutto, individuare priorità, coinvolgere forze vecchie e nuove per dare corpo alle parole ‘collegialità e sinodalità’», ha esortato il card. Matteo Zuppi, presidente della CEI, la Conferenza episcopale italiana.

Aggiungendo che la prossima Assemblea generale della CEI, in programma a novembre, sarà interamente dedicata alla discussione del Documento, che ora diventa riferimento centrale per l’elaborazione di orientamenti e delibere.

Il Consiglio permanente della CEI, nelle parole del cardinale, ha disposto la creazione di un gruppo di vescovi che, con il sostegno degli organi statutari, guiderà la fase di recezione e discernimento del documento uscito dal sinodo.

«Il cammino di questi anni – aveva detto nel suo intervento iniziale Zuppi – non è stato un mero sintonizzarsi di credenti dalle differenti opinioni. Le conclusioni non erano scritte prima di cominciare! Abbiamo, piuttosto, provato ad ascoltare tutti insieme la voce dello Spirito, nella certezza di avventurarci in un’operazione coraggiosa».

E ha aggiunto che «papa Francesco aveva tracciato il percorso sinodale dicendoci: “Una Chiesa del dialogo è una Chiesa sinodale, che si pone insieme in ascolto dello Spirito e di quella voce di Dio che ci raggiunge attraverso il grido dei poveri e della terra. In effetti, quello sinodale non è tanto un piano da programmare e da realizzare, ma anzitutto uno stile da incarnare. La sinodalità non è solo discussione dei problemi nella chiesa e nella società… È oltre. La sinodalità non è cercare una maggioranza, un accordo su soluzioni pastorali che dobbiamo identificare. La ricerca sinodale è garantita dalla presenza dello Spirito: la preghiera, il silenzio, il discernimento di tutto quello che condividiamo. Non può esistere sinodalità senza lo Spirito, e non esiste lo Spirito senza la preghiera”».

«Mi sembra che questi anni ci abbiano protetto dai rischi indicati da papa Francesco del formalismo, del curare la facciata senza cercare la sostanza, di strumenti e strutture, dell’intellettualismo, del “parlarci addosso” e dell’immobilismo, che non prende sul serio il tempo che abitiamo» ha insistito il cardinal Zuppi.

«Solo la nostra fede nel Cristo Gesù, morto e risorto per noi e la missione per una messe che è abbondante, la spinta che nasce dalla commozione evangelica di Gesù per la folla stanca e sfinita, ci ha ispirato e orientato sin dai primi passi, nel 2021».

Richiamando dal canto suo le varie tappe del processo avviato nel 2021 da papa Francesco, monsignor Erio Castellucci, presidente del Comitato nazionale italiano del Cammino sinodale, nel suo intervento aveva sottolineato che il sinodo è stato innanzitutto un’esperienza di persone e relazioni, più che di testi o strutture.

«50mila gruppi – ha detto tra l’altro – si sono incontrati, ascoltati e confrontati. È stato un fenomeno unico nella recente storia della Chiesa». E il cardinal Zuppi ha voluto concludere con l’incoraggiamento di papa Leone: «Guardate al domani con serenità e non abbiate timore di scelte coraggiose! Nessuno potrà impedirvi di stare vicino alla gente, di condividere la vita, di camminare con gli ultimi, di servire i poveri. Nessuno potrà impedirvi di annunciare il Vangelo, ed è il Vangelo che siamo inviati a portare, perché è di questo che tutti, noi per primi, abbiamo bisogno per vivere bene ed essere felici. Abbiate cura che i fedeli laici, nutriti della Parola di Dio e formati nella dottrina sociale della Chiesa, siano protagonisti dell’evangelizzazione nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ospedali, negli ambienti sociali e culturali, nell’economia, nella politica. Dio è più grande delle nostre mediocrità: lasciamoci attirare da Lui! Sia così. È così».

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