Rapporto Sipri 2019

Il volume dei commerci internazionali di armamenti nel periodo 2014-18 è cresciuto del 7,8% rispetto al 2009-13 e del 23% in più rispetto al 2004-2008.

È quanto emerge dal rapporto dell’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma (Sipri), secondo cui nel periodo in esame i 5 maggiori esportatori sono stati gli Usa, la Russia, la Francia, la Germania e la Cina, che hanno rappresentato il 75% delle esportazioni complessive.

I 5 maggiori importatori sono stati, invece, l’Arabia Saudita, l’India, l’Egitto, l’Australia e l’Algeria.

Il flusso di armi verso il Medioriente è aumentato dell’87%, mentre si è registrato un calo dei flussi verso tutte le altre regioni. L’87% del totale dell’export è arrivato dagli stati del Nordamerica e dell’Europa.

Rispetto al quadriennio precedente, le importazioni di armi da parte degli stati africani sono diminuite del 6,5%. L’Algeria rappresenta il 56% delle importazioni di armi africane, il Marocco il 15% e la Nigeria il 4,8%.

I 4 paesi del Nordafrica (Algeria, Libia, Marocco e Tunisia) rappresentano il 75% delle importazioni totali con un aumento del 20% rispetto al 2009-13.

I paesi dell’area subsahariana hanno ricevuto il 25% delle importazioni totali con una diminuzione del 45% rispetto al quadriennio precedente. I primi 5 importatori sono stati Nigeria (35%), Angola, Sudan, Camerun e Senegal. Insieme, rappresentano il 56% delle importazioni di armi nella regione.

Il paese che ha esportato più sistemi d’arma in Nordafrica è stata la Russia con il 49%, seguita dagli Usa (15%), dalla Cina (10%), dalla Francia (7,8%) e dalla Germania (7,7%).

Mosca è stato il maggior esportatore anche nell’area subsahariana con il 28%; al secondo posto troviamo la Cina (24%), l’Ucraina (8,3%), gli Stati Uniti (7,1%) e la Francia (6,1%).

Per il Sipri, nonostante l’area subsahariana sia flagellata da conflitti armati, il volume delle principali armi importate è relativamente piccolo. Lo dimostra il caso del Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e Niger, che nel 2017 hanno creato la Forza congiunta del Gruppo dei Cinque per il Sahel (G5 Sahel) per intraprendere operazioni militari contro i Boko Haram.

Nel 2014-18 le importazioni combinate di armi di questi stati hanno rappresentato solo lo 0,2% del totale mondiale. In quel periodo hanno ricevuto 26 aerei militari e 179 veicoli corazzati leggeri. (Sipri)