Il settore non conosce crisi
Si conferma anche nel 2009 la forte crescita già registrata nel 2008. Poco meno di due terzi delle esportazioni sono dirette a paesi Nato. Ma anche i paesi non Nato, con 2,6 miliardi di euro di acquisti, fanno la loro parte. Un commento di Archivio Disarmo.

Le autorizzazioni relative all’export militare italiano sono cresciute dai 5.755 milioni di euro nel 2008 ai 6.734 milioni nel 2009, confermando il trend degli ultimi anni, che già davano nel 2008 una crescita del 28,5% rispetto al 2007. In particolare, sono aumentate del 50% circa le autorizzazioni alle esportazioni definitive di armamenti nel 2009, passando dai 3.046 milioni di euro del 2008 ai 4.914 milioni del 2009, mentre quelle per i programmi intergovernativi sono passate dai 2.689 milioni a 1.820 milioni.

 

Sono questi i dati resi noti oggi durante un incontro dell’Ufficio del Consigliere Militare della Presidenza del Consiglio con le organizzazioni aderenti alla “Rete Italiana Disarmo”, in cui sono stati illustrati sinteticamente i dati presentati dalla Presidenza del Consiglio al Parlamento. Risultano, invece, autorizzate importazioni di materiali d’armamento per 1.168 milioni, più del doppio rispetto ai 454 milioni del 2008.

 

Le esportazioni concretamente effettuate nel 2009 arrivano a 2.205 milioni, a fronte dei 1.772 del 2008 (già cresciute rispetto al 2007 del 39%), mentre le importazioni effettuate salgono da 57 milioni a 130. L’export è diretto tra il 60 e il 70% a paesi Nato, che si confermano il principale mercato di destinazione dei prodotti italiani. Tra gli acquirenti “fuori area” risalta in particolar modo l’Arabia Saudita con 1.100 milioni per il caccia EFA, che copre una quota significativa sul totale dell’export verso paesi non Nato (2.613 milioni).

 

Maurizio Simoncelli, vicepresidente dell’Istituto di ricerche internazionali “Archivio Disarmo” di Roma, che ha partecipato all’incontro con la delegazione, ha osservato che «il forte e rapido incremento delle autorizzazioni all’export concesse negli ultimi anni si svolge parallelo ad un più lento, ma comunque costante, incremento delle esportazioni effettivamente avvenute. Questo significa che il portafoglio ordini delle industrie militari ha commesse assicurate per alcuni anni. Sarebbe interessante anche verificare concretamente se a questa crescita esponenziale del fatturato si accompagni un incremento analogo dell’occupazione. Secondo una ricerca campione sulle industrie del Lazio, a cui abbiamo partecipato e svolta per la Regione Lazio – Assessorato al Bilancio, le indicazioni mostravano invece un decremento dell’occupazione, pur in presenza di fatturati con segno positivo».