Arrestata in Francia la figlia minore del dittatore tunisino Ben Ali
Politica e Società Tunisia
Halima Ben Ali è ricercata dall'Interpol per appropriazione indebita di fondi pubblici in Tunisia, che ne ha richiesto l'estradizione
Arrestata in Francia la figlia minore del dittatore tunisino Ben Ali
02 Ottobre 2025
Articolo di Nadia Addezio
Tempo di lettura 3 minuti

In Francia, il 1° ottobre è stata messa sotto controllo giudiziario Halima Ben Ali, la figlia dell’ex dittatore tunisino Zine El-Abidine Ben Ali. Su richiesta delle autorità tunisine, Ben Ali è stata arrestata il 30 settembre all’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi, dove la polizia aerea e di frontiera le ha impedito l’imbarco su un volo diretto a Dubai.

Ben Ali è oggetto di un red notice dell’Interpol emesso dalla Tunisia per accuse di appropriazione indebita di fondi pubblici. Ora si attende l’esame della camera inquirente della richiesta di estradizione tunisina.

Chi è Halima Ben Ali e le sanzioni europee

Classe ‘92, Halima Ben Ali è la figlia minore di Zine El-Abidine Ben Ali, il secondo presidente della Tunisia rovesciato nel 2011 durante la “Rivoluzione dei Gelsomini”, e di Leila Trabelsi.

All’epoca delle rivolte che diedero l’innesco alle cosiddette “Primavere arabe”, Ben Ali padre fuggì in esilio con tutta la famiglia a Gedda, in Arabia Saudita, dove morì il 19 settembre 2019.

Sin dai moti del 2011, la famiglia Ben Ali-Trabelsi e i funzionari che collaborarono con il regime dittatoriale sono sotto sanzioni europee che negli anni sono state rinnovate, modificate, revocate. Secondo l’EU Sanctions Tracker, ad oggi si contano 30 persone sotto sanzione, tra cui Halima Ben Ali.

Il Regolamento di esecuzione (UE) 2022/113 del Consiglio, risalente al 27 gennaio 2022, riporta tra i motivi delle sanzioni gravanti su Ben Ali figlia: il concorso in distrazione di denaro pubblico; la complicità in usurpazione di titolo; l’influenza indebita presso un funzionario pubblico per ottenere vantaggi; la sua associazione con Leila Trabelsi.

Nel 2023, Halima Ben Ali ha presentato ricorso al Tribunale generale dell’Unione Europea contro tali sanzioni nell’ambito del caso Ben Ali vs. Council. L’esito si è avuto il 29 gennaio scorso, quando il tribunale ha respinto con sentenza la sua richiesta e riconfermato il suo nome tra coloro che sono soggetti alle misure restrittive.

L’arresto e la richiesta della Tunisia di estradizione

Secondo fonti di stampa, già nel 2018 Halima Ben Ali era stata arrestata in Italia su richiesta della Tunisia. Poi l’arresto del 30 settembre scorso all’aeroporto di Parigi poco prima che s’imbarcasse su un volo diretto a Dubai, città dove Ben Ali vive e lavora.

La donna è infatti oggetto di un red notice dell’Interpol emesso da Tunisi, cioè una richiesta alle forze dell’ordine di tutto il mondo di localizzare e arrestare provvisoriamente una persona in attesa di estradizione. Il motivo sarebbe la presunta appropriazione indebita di fondi pubblici.

“Lotteremo per convincere dell’urgente necessità di emettere un parere sfavorevole sulla richiesta di estradizione delle autorità tunisine”, ha detto Samia Maktouf, avvocato della donna, in una nota riportata da Le Monde. E ha aggiunto: “Abbiamo fiducia nel sistema giudiziario francese per proteggere la mia cliente dall’arbitrarietà”.

Halima Ben Ali si trova ora sotto controllo giudiziario in Francia. La chambre de l’instruction (camera inquirente) della Corte d’Appello di Parigi dovrà ora valutare la regolarità della richiesta di estradizione avanzata dalla Tunisia, prima della decisione definitiva che spetta al governo francese.

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