Zambia / Diga di Kariba
L’impianto idroelettrico sul fiume Zambesi è a rischio crollo già da tempo. Ora sono arrivati i finanziamenti della Banca Mondiale e della Svezia per metterlo in sicurezza. Tuttavia c’è preoccupazione fra la popolazione locale.

Lo spettro di un disastro imminente ha spinto il governo dello Zambia e la comunità internazionale ad intervenire per la riabilitazione della diga di Kariba.
Lunedì l’Autorità del fiume Zambesi ha rilasciato una dichiarazione per informare che il Consiglio di amministrazione della Banca Mondiale ha approvato lo stanziamento di 75 milioni di dollari per il progetto di riabilitazione dell’impianto idroelettrico di Kariba e altri 25 milioni saranno sovvenzionati dal governo svedese.

Il pericolo del crollo della diga di Kariba, che contiene la più grande e più profondo lago artificiale del mondo era stato denunciato da un rapporto pubblicato lo scorso marzo. Se ciò dovesse avvenire, il disastro assumerebbe dimensioni devastanti coinvolgendo anche il Mozambico fino alla foce dello Zambesi.

La diga di Kariba, costruita tra il 1956 e il 1959 con il supporto della Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (Ibrd), fornisce più del 50 % dell’energia elettrica di Zambia e Zimbabwe, a beneficio di circa quattro milioni e mezzo di persone. Nel corso di questi sei decenni, la diga è stata un fattore chiave di crescita regionale, di sviluppo e una fonte importante di controllo delle inondazioni grazie alla gestione del flusso nel bacino del fiume.

Il profondo bacino, poi, contribuisce è fondamentale per l’economia regionale. Basti pensare al sostegno della pesca, alle attività turistiche, l’irrigazione per l’agricoltura e all’acqua potabile per città e villaggi. Riabilitare l’impianto non è solo una questione di sicurezza, quindi, ma è anche una necessita per la vita e lo sviluppo degli zambiani e degli zimbabwani.

Il ministro delle finanze dello Zambia, Alexander Chikwanda, ha accolto favorevolmente i finanziamenti della Banca Mondiale e del governo della Svezia per i lavori di ristrutturazione di Kariba e ha aggiunto che «la massima priorità del governo è quello di garantire la diga continui a soddisfare gli standard di sicurezza internazionali. C’è la necessità di rimodellare bacino della diga e ristrutturare il suo sfioratore (l’enorme bocca che scarica le acque in eccesso quando il bacino è pieno ndr.) così come migliorare la gestione dell’impianto per portarla agli standard internazionali di sicurezza».

L’opinione pubblica locale si è mostrata molto attenta a questi problemi e non è un caso, perché la gestione del trasferimento della popolazione resa necessaria durante la costruzione della diga e la creazione del bacino artificiale, viene considerata ancora oggi da molti come il peggior disastro nella storia recente dell’Africa.
A ciò si deve aggiungere anche la cattiva amministrazione dell’impianto. Nel 2010 circa 130.000 persone sono state evacuate temporaneamente dalla valle dello Zambesi perché la pioggia eccessiva aveva costretto l’apertura degli scarichi che avrebbero causato delle inondazioni a valle. In più, proprio l’anno scorso in Zimbabwe ci sono state altre inondazioni a causa della cattiva gestione di un’altra diga in costruzione in Tokwe – Mukosi.

Tutti questi fatti sono molto vivi nella memoria della gente. Per questo motivo, e, naturalmente, per evitare il panico tra le persone che vivono nella valle dello Zambesi, i governi e la stampa hanno dato poco risalto ai rischi che corre la diga di Kariba, ma se accadesse il peggio, a quel punto la responsabilità dei governi sarebbe ancora più grave.