Le esperienze in Guinea, Niger e Costa d’Avorio

I movimenti storici e strutturati restano protagonisti di battaglie per la democratizzazione di questi paesi, contro il carovita, per la redistribuzione delle risorse e per l’iniqua gestione delle risorse.

In alcuni paesi i movimenti cittadini non trovano ancora un terreno fertile per esistere, sia a causa del contesto di violenza che scoraggia le iniziative della società civile stessa (come per esempio in Burundi), sia per la repressione che paralizza i tentativi di nascita di questi movimenti, sia per i tentativi di screditamento e manipolazione della società civile (come in Togo). In altri paesi, invece, le organizzazioni della società civile hanno recentemente iniziato a strutturarsi meglio e ad acquistare più forza, soprattutto attraverso la costituzione di piattaforme: è il caso, per esempio, della Guinea, della Costa d’Avorio e del Niger.

Guinea
Abdouhramane Sano è il presidente della Piattaforma dei cittadini uniti per lo sviluppo (Pcud), che lui stesso definisce come un «movimento che raggruppa più di 150 realtà in tutto il paese: le confederazioni sindacali e le più grandi organizzazioni della società civile, in cui chiunque è rappresentato: donne, giovani, contadini, allevatori, attivisti dei diritti umani…».

La Pcud è nata nel 2011 con l’obiettivo di lottare contro l’impunità e per la promozione della democrazia e della buona governance, per la difesa dei diritti umani e per il coinvolgimento dei cittadini nella gestione degli affari pubblici. Malgrado il lavoro delle organizzazioni, Sano dichiara che il lavoro da fare è ancora tanto e che sono molte le difficoltà sul terreno, tra cui le intimidazioni. Secondo lui è solo ora che la società civile guineana si sta consolidando come attore di cambiamento. «Il movimento sindacale esiste da più di 50anni, impegnato nell’accelerare il processo di democratizzazione del paese. Ma dopo il 2006, i suoi vertici sono caduti in una lotta di posizionamento per posti politici, che li ha screditati agli occhi della gente. La società civile è vittima, tuttora, di tentativi di manipolazione, ma sta cercando di rafforzarsi nell’unione. Aspetto che suscita molte speranze», conclude Sano.

Niger
In Niger, come in Gabon, la lotta per la promozione della democrazia passa attraverso la trasparenza delle risorse finanziarie e la gestione corretta delle risorse naturali. Proprio per la valorizzazione delle risorse estrattive si sta battendo in questo paese la piattaforma Rotab (Rete delle organizzazioni per la trasparenza e l’analisi budgetaria). (…)

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*Luciana de Michele è giornalista freelance. Il suo blog: http://africalive.info/

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