Lo studio della Fondazione Leone Moressa
Quasi mezzo punto di Pil: questo è il valore delle rimesse degli immigrati nel 2011, cresciute del 12,5%, rispetto all’anno precedente. Lo scrive la Fondazione Leone Moressa in uno studio pubblicato oggi.

Dopo una leggera contrazione nel 2010, tornano a crescere le rimesse degli immigrati nel 2011, registrando un aumento del 12,5% rispetto all’anno precedente. Questi sono i risultati di uno studio pubblicato oggi dalla Fondazione Leone Moressa. In un anno, i cittadini stranieri hanno inviato in patria 7,4 miliardi di euro, in media 1.618 euro ciascuno.

L’Asia riceve più della metà del totale delle rimesse, seguita da Europa, America e Africa. L’aumento più consistente (+39,7% rispetto al 2010) è stato registrato in termini assoluti in Cina, mentre il calo più importante interessa le Filippine.
In Africa, sono arrivati nel 2011 847,3 milioni di euro, più della metà destinati a Marocco (299,8 milioni) e Senegal (245,4 milioni).

«Le rimesse dagli stranieri rappresentano un cruciale fattore di garanzia e di crescita per le economie in via di sviluppo», spiegano i ricercatori della Fondazione Leone Moressa. I marocchini residenti in Italia hanno inviato ognuno 663 euro all’anno, il 5,8% in più rispetto al 2010, sostenendo, infatti, più di 145.894 connazionali in patria. Ben più alta è la quota procapite delle rimesse inviate dai senegalesi, che ogni anno sostengono circa 348.621 connazionali in patria, con 3030 euro ciascuno.

«Guardando all’Italia – considera, però, lo studio – i 7,4 miliardi di euro mandati all’estero, prodotti nel territorio nazionale, non sono stati spesi o investiti in loco. Per poter contare su queste risorse per i consumi interni e per i processi di investimento, serve che gli immigrati siano nelle condizioni di costruire un progetto di vita nel nostro Paese, anche attraverso la realizzazione di un percorso complessivo di integrazione sociale, economica e lavorativa».