Climate Action Summit

Oggi a New York si tiene il vertice straordinario sull’azione per il clima, convocato dal segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres. Il summit riunirà i governi, il settore privato, la società civile, le autorità locali e altre organizzazioni internazionali con l’obiettivo di sviluppare soluzioni ambiziose in diverse aree e sostenere l’attuazione dell’Accordo di Parigi.

Per i paesi africani la sfida è grande. Secondo gli scienziati, sette dei dieci paesi più colpiti dai cambiamenti climatici si trovano in Africa, dalla Sierra Leone all’Eritrea. Le coste, le città, ma soprattutto le esigenze alimentari delle popolazioni sono direttamente minacciate. 

Le Nazioni Unite chiedono una decrescita ma i governi africani affermano d’aver bisogno di produrre di più. La sfida è dunque oggi più che mai quella di uno sviluppo sostenibile, anche per l’Africa.

Questo è anche un motivo di speranza, afferma la Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (Unctad). Le esigenze di nuove materie prime e di energie rinnovabili, potrebbero essere chiave di sviluppo per un continente ricco di risorse naturali.  A condizione, però, che queste risorse inizino ad essere sfruttate diversamente.

Nella lotta ai cambiamenti climatici, i paesi africani sono spesso ostacolati dalla mancanza di fondi e i finanziamenti sono un tema centrale. Ecco perché, alla vigilia di questo vertice sul clima, le 24 più importanti banche di sviluppo nazionali e regionali del mondo hanno annunciato ieri che verranno messi a disposizione 1.000 miliardi di dollari per finanziare nei prossimi anni progetti concreti e promuovere una trasformazione delle economie.

Nell’ambito di un accordo di 10 anni con Libreville, inoltre, la Norvegia concederà al Gabon 150 milioni di dollari. Il Gabon diventerà così il primo paese africano ad essere pagato con fondi internazionali per continuare i suoi sforzi contro la deforestazione. (Radio France International)