I colori di Eva – Settembre

C’era una terra in questo mondo,

una terra ricca di uomini e donne,

di bimbi e di festa,

di elefanti e di leopardi,

di foreste e di laghi,

di mari e deserti,

di speranza e di fede,

tanta fede.

Una terra piena di sole.

 

C’era una terra in questo mondo,

una terra di regni, di sovrani, di legalità, di diritti,

dove le donne

a testa alta, fiere, nobili,

affrontavano con determinazione

invasori, dittatori, spadroneggiatori.

Una terra dove Dio era ovunque,

una terra di speranza e di fede,

tanta fede.

 

C’è una terra in questo mondo,

una terra gravida di sogni,

di diamanti, di oro, di petrolio.

Una terra ricca di legname, di coltan, di acqua,

straricca di tutto e dove è bello vivere.

Una terra che tutti  vorrebbero possedere.

Sarà per questo

che i suoi figli e le sue figlie legittime

da sempre conoscono ogni sorta di sopruso.

 

C’è una terra in questo mondo,

scavata, smembrata, ambita, derubata, violentata,

impoverita, colonizzata,

sottratta ai suoi figli e figlie.

Una terra sacra,

ma che ogni giorno

viene profanata,

e nonostante tutto rimane

una terra di speranza.

 

C’è una terra in questo mondo

– che strana terra – bella da morire,

ma dalla quale i suoi figli e le sue figlie

fuggono,

e ogni via di scampo è buona:

via deserto, via mare, via gommoni,

via treni, via camion,

via, via, via e ancora via

da una terra piena di sole.

 

C’è una terra in questo mondo,

abbandonata dai suoi figli e dalle sue figlie,

che vagano

verso terre lontane,

spesso ostili, sempre fredde, crudeli a volte.

C’è una terra in questo mondo,

una terra ripudiata,

eppure amata, sognata e mai dimenticata.

Una terra piena di sole.

 

C’è una terra in questo mondo

dai suoi stessi figli

barattata, venduta

in cambio di armi

usate per uccidere coloro

che scelgono di restarvi.

 

C’è una terra in questo mondo,

scritta, raccontata, filmata, disegnata,

progettata, organizzata, ipotecata…

non dai suoi figli e neppure dalle sue figlie,

ma da rapinatori di turno,

che l’hanno comprata, sfruttata, umiliata, profanata

e nonostante tutto

rimane una terra di speranza e di fede.

Una terra piena di sole.

 

C’è una terra in questo mondo,

orfana di uomini, di donne, di bimbi,
che lontani da lei

arrancano stremati nei deserti,

affollano gli abissi dei mari

e sognano di notte e di giorno

un cielo pieno di stelle

che solo la loro terra sa donare.

 

Eccoli questi uomini

discendenti di popoli nobili,

signori di una terra sacra.

Eccole queste donne,

regine che per corona hanno un continente

e per diadema

una terra piena di sole.

 

Eccoli questi uomini,

uguali a tutti gli uomini di questo mondo,

che escono dalla loro terra

per cercare lavoro e  dignità.

Eccole queste donne,

determinate come tutte le donne di questo mondo,

che escono dalla loro terra

perche vogliono dare e avere vita.

 

Sono i figli e le figlie

di una terra ricca di umanità,

una terra dalla quale tutti noi siamo venuti,

gialli, rossi, bianchi, neri,

perché sotto la pelle di ogni persona

scorre lo stesso sangue

fatto di sole di caldo.

 

Eccoli questi uomini.

Eccole queste donne

che portano dentro di sé

una terra  a forma di cuore

e dove un giorno

i suoi figli e le sue figlie

danzando ritorneranno,

proclamando l’avvento di terre e cieli nuovi.

 

C’èra una terra

– è c’è ancora –,

una terra dal nome caldo,

armonioso, soave.

Una terra

davanti alla quale noi tutti e tutte

dovremmo sostare in muto rispetto,

non solo perché terra

grondante di inaudite ingiustizie,

non solo perché terra di promesse nuove,

non solo perché terra satura di fede,

ma perché

è la mia terra,

è la tua terra,

è la nostra terra.

È l’Africa, Terra Madre dell’umanità.