Il 12 giugno è la Giornata mondiale per la lotta al lavoro minorile. La data è stata istituita dall’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) nel 2002 per sensibilizzare la società, i lavoratori, i datori di lavoro e i governi di tutto il mondo nei confronti di questa piaga.

Secondo i dati più recenti dell’Oil, sono ancora 152 milioni i minori – 68 milioni di bambine e 88 milioni di bambini – vittime del lavoro minorile. E quasi metà di questi minori, 73 milioni, sono costretti ad attività lavorative pericolose che mettono a rischio salute, sicurezza e il loro equilibrio psichico.

Il lavoro minorile è piuttosto diffuso in Africa, ma anche in Asia e nelle Americhe. Questo perché la causa principale del lavoro minorile nel mondo continua ad essere la povertà e la disuguaglianza sociale. Cause che con la crisi dovuta alla pandemia di Covid-19, stanno portando a un aumento del fenomeno.

Il 10 giugno, al termine dell’udienza generale, anche Papa Francesco ha lanciato un appello ai governi affinché si impegnino ad eliminare le cause del lavoro minorile: ““Faccio appello alle istituzioni affinché pongano in essere ogni sforzo per proteggere i minori, colmando le lacune economiche e sociali che stanno alla base della dinamica distorta nella quale essi sono purtroppo coinvolti”.