Osservatorio romano sulle migrazioni
Il dossier statistico Osservatorio Romano sulle Migrazioni 2017 è uno strumento volto a offrire soluzioni concrete alle politiche migratorie. Centrato sulla capitale e il Lazio presenta raffronti sulla realtà di altre città e regioni italiane.

L’Istituto di Studi Politici ‘S. Pio V’ e il Centro di Studi e Ricerche Idos, hanno presentato la XIIº edizione del Rapporto Osservatorio Romano sulle Migrazioni, l’unica esposizione socio-statistica sull’immigrazione nell’area romano-laziale.

La presentazione del rapporto del 2017, che coincide con il 60° anniversario del Trattato di Roma, non poteva non assumere una dimensione europea, come afferma Antonio Iodice, presidente dell’Istituto di Studi Politici ‘San Pio V’. «Questa lunga e positiva esperienza europea – sostiene il presidente – deve portare, anche per quanto riguarda l’immigrazione, a evitare ragionamenti in termini di separazione e considerarsi invece parte di un contesto mondiale». «L’Osservatorio nella sua articolazione e con una nutrita statistica nasce come strumento per offrire soluzioni concrete alle politiche migratorie».

A sua volta Ugo Melchionda, presidente del Centro Studi e Ricerche Idos, rafforza l’affermazione di Iodice sostenendo che bisogna cambiare la narrativa sull’immigrazione: «Esiste una realtà dell’immigrazione che vuole essere una risorsa e deve avere il suo spazio. Con questo spirito è presentato l’Osservatorio Romano sulle Migrazioni, per creare un discorso nuovo con una corretta conoscenza».

Roma e Milano capitali (anche dell’imprenditoria) 

I dati statistici, commentati dalla curatrice del volume la dottoressa Ginevra Demaio, azzerano gli allarmismi demagogici ed escludono che ci sia un’invasione di migranti nel nostro paese. Nella classifica nazionale, al primo posto c’è la città di Roma per numero di residenti stranieri, 365mila (12,7%). Come regioni, al terzo posto è il Lazio, dopo la Lombardia e l’Emilia Romagna, per incidenza degli immigrati sulla popolazione (11 stranieri ogni 100 residenti). Roma e Milano sono le capitali dell’immigrazione con il 19,4 % degli stranieri residenti in Italia.

Ma dal Lazio si continua anche a emigrare. Con 423.943 residenti all’estero, il Lazio è al terzo posto dopo la Sicilia e la Campania. In attivo è il saldo naturale degli stranieri (+5.547: 6.112 nascite e 565 morti), a differenza di quello degli italiani (-11.102). Un dato interessante sono le acquisizioni di cittadinanza italiana, cresciute del 24,6%, con 9.017 nuovi italiani residenti.

Nonostante la recessione, Roma, insieme a Milano, si conferma area di protagonismo dell’imprenditoria immigrata che continua a crescere: +4,7% sia in regione sia nella città metropolitana, +4,0% nel comune di Roma nel 2015. In valori assoluti sono oltre 70mila le imprese gestite da immigrati nel Lazio.

Accoglienza e transito

Per quanto riguarda l’accoglienza, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) nel 2016 conta 4.442 posti nel Lazio, per un totale di 330 strutture. Le persone accolte nel 2016 da Roma capitale sono 2.598; l’area romana è anche sede dei Centri di accoglienza straordinaria (Cas), con 3.683 posti a fine 2016 di cui 1.782 nella capitale. Tra le migliori prassi del 2016 c’è l’ospitalità domestica promossa da Refugees welcome Italia onlus, (Rwi).

Il transito dei migranti forzati riguarda la città di Roma da molti anni, ma si tratta di migranti invisibili per le istituzioni. Da giugno 2015 a settembre 2016 sono transitati presso l’ex-centro Baobab, e poi presso la tendopoli di via Cupa, migliaia di migranti. Ciò nonostante a differenza di Milano e altre città europee, Roma non si è attrezzata per l’accoglienza stabile dei migranti in transito. La clinica mobile di Medici per i diritti umani (Medu) ha dato assistenza socio-sanitaria a 797 migranti, di cui il 22% erano minori.  Oggi i transitanti sono nel parcheggio della stazione Tiburtina, afferma il dottor Alberto Barbieri di Medu, e «l’unica accoglienza è quella della società civile, nessuna risposta dalle istituzioni, se non lo sgombero».

L’Osservatorio romano sulle migrazioni è una potente voce fuori dal coro per esprimere con numeri reali le politiche di accoglienza e la gestione dei flussi migratori, con un tono completamente diverso rispetto a quello di chi vorrebbe intervenire soltanto con politiche repressive.