Rd Congo / Minerali dei conflitti
La Casa Bianca dice che ha fatto più danni che altro. E ha intenzione di sospendere per due anni la legge Dodd Frank che dal 2010 ha reso obbligatoria la tracciabilità dei minerali importati dalle imprese Usa, allo scopo di evitare che siano finanziati i gruppi armati di aree instabili. Una buona notizia per l’Rd Congo che è ricca di coltan, tungsteno, stagno e oro? L’ong Enough dice di no. Ma ci sono voci favorevoli.

Il progetto dell’amministrazione Trump di sospendere per due anni la legislazione contro i “minerali dei conflitti” sta sollevando vive polemiche. Imposta nel 2010 dal Dodd Frank Act e completata nel 2012 da uno specifico regolamento, la legislazione americana in vigore impone alle imprese Usa di certificare, carte alla mano, che i minerali acquistati, ad esempio, nell’est della Repubblica democratica del Congo e nei paesi vicini non contribuiscono a finanziare i gruppi armati. I minerali in questione sono tungsteno, stagno, coltan e oro.

Secondo la Casa Bianca, questa legge avrebbe causato al paese africano perdite di occupazione e di reddito, scoraggiando gli importatori americani dall’approvvigionarsi in quell’area. La Commissione per i titoli e gli scambi, che ha compiti di sorveglianza, stima che, a causa delle procedure imposte dalla legge, le imprese americane abbiano sostenuto un costo iniziale di 3-4 miliardi di dollari e poi di 200 milioni di dollari l’anno.

Inoltre la legge Dodd Frank, sempre secondo il governo Usa, contribuirebbe all’instabilità della regione dei Grandi Laghi, minacciando anche la sicurezza degli Stati Uniti. Del resto Trump propone un approccio mirato che non riguarda le imprese implicate in attività illegali.

L’annuncio della sospensione ha fatto sobbalzare molte organizzazioni non governative, tra cui Enough, creata da John Prendergast, ex funzionario del Dipartimento di stato, e sostenuta dall’attore George Clooney. Secondo il direttore dell’ong, Sasha Leshnev, la divulgazione delle filiere di approvvigionamento delle imprese Usa ha contribuito a migliorare la situazione nell’est dell’Rd Congo. E un’eventuale sospensione non gioverebbe alla stabilità in questo momento di transizione verso il voto, che vede in primo piano l’opera di mediazione della conferenza episcopale. Se le milizie accrescono la loro capacità operative, ciò potrebbero dare il pretesto al presidente Kabila di sospendere la Costituzione e di rimanere al potere indefinitamente.

Al contrario, l’agenzia di stampa Irin non vede male la sospensione della legge perché penalizzerebbe non i gruppi armati ma piuttosto i minatori artigianali e le loro comunità. L’agenzia cita uno studio delle Nazioni Unite secondo il quale la mortalità infantile è aumentata del 143% nei villaggi vicini alle miniere colpite dalla legge Dodd Frank.

Da parte sua, l’agenzia specializzata Africa Mining Intelligence di Parigi ritiene che il principale beneficiario del sistema di certificazione sia… l’industria della certificazione alla quale la legge americana ha aperto un vasto mercato.