Rd Congo
Dopo che la Corte penale internazionale, in sede di appello, ne ha ordinato la scarcerazione (scontava 18 anni per crimini di guerra), un nuovo attore si fa largo sulla scena politica congolese. L’ex vicepresidente e leader del Movimento per la liberazione del Congo, Jean-Pierre Bemba.

Jean-Pierre Bemba, uomo politico congolese, 55 anni, era stato arrestato nel 2008 mentre si trovava a Bruxelles. Processato dalla Corte penale internazionale (Cpi) per crimini di guerra e contro l’umanità – commessi nella Repubblica Centrafricana, a sostegno del regime di Ange Patassé, tra il 2002 e il 2003 dalle truppe del Movimento di liberazione del Congo (Mlc), che allora comandava – venne condannato nel 2016 in primo grado a 18 anni di carcere.

Dal 12 giugno scorso è in libertà provvisoria dopo che la camera d’appello della Cpi ha riesaminato il caso e stabilito «in maniera irrefutabile» che Bemba al momento dei fatti non era presente a capo del sue truppe e non aveva il controllo dei loro comportamenti. Quindi lo ha assolto e liberato dopo 10 anni di carcere.

La Federazione internazionale dei diritti umani (Fidh) aveva raccolto le testimonianze di donne, uomini e bambini vittime o testimoni di stupri collettivi, di omicidi, sparatorie indiscriminate e saccheggi. Secondo il direttore di Fidh, Marceau Sivieude, Bemba era comunque al corrente dei crimini compiuti dai suoi uomini. La decisione di liberare Bemba ha lasciato interdette le vittime: più di 5 mila avevano testimoniato davanti alla Cpi…

Fibrillazione

L’assoluzione e la liberazione di Jean-Pierre Bemba (che alle presidenziali del 2006 aveva ottenuto il 42% dei consensi, contro il 58% di Kabila, l’attuale presidente congolese) scompagina il quadro politico nella Repubblica democratica del Congo in vista delle elezioni presidenziali e politiche che dovrebbero tenersi a fine anno. Sempre che Kabila lo consenta.

In alcuni quartieri della capitale Kinshasa la sua liberazione è stata accolta festosamente e così pure nelle università. Per Olivier Kamitatu, già compagno di Bemba nell’Mlc e oggi portavoce di Moïse Katumbi, ex governatore del Katanga, oppositore del presidente Joseph Kabila, «con questa novità il presidente uscente da ormai un anno e mezzo non può pretendere di poter vincere le elezioni». E Katumbi ha twittato: «Ora si avranno vere elezioni perché Bemba è un peso massimo».

Sono in molti a chiedersi, oggi, che cosa sarebbe accaduto alle presidenziali del 2011 se ad affrontare Kabila fosse stato Bemba e non Etienne Tshisekedi, leader dell’opposizione scomparso nel febbraio del 2017. Comunque, anche Felix Tshisekesdi, figlio di Etienne e leader dell’Unione per la democrazia e il progresso (Udps) si è felicitato per il verdetto. Come del resto ha fatto Vital Kamerhe, presidente dell’Unione per la nazione congolese (Unc)

Un’altra domanda è questa: un eventuale ritorno di Bemba sulla scena politica e pochi mesi dal voto avrebbe l’effetto di unire l’opposizione o di dividerla ulteriormente? Va ricordato che le presidenziali si svolgono a turno unico e c’è il rischio che Kabila – o un candidato del suo partito – possa vincere, sia pure con una maggioranza risicata. In ogni caso, un ritorno di Bemba potrebbe galvanizzare le popolazioni della sua regione d’origine, l’Equatoria.