Guinea Equatoriale
Roberto Berardi, l’imprenditore italiano detenuto da due anni e sei mesi in Guinea Equatoriale, per lungo tempo in isolamento, è uscito dal carcere di Bata il 9 luglio e oggi è rientrato in Italia. La soddisfazione per la fine di un calvario.

Arrivato oggi all’aeroporto di Fiumicino Roberto Berardi, detenuto per 2 anni e mezzo nel carcere di Bata, in Guinea Equatoriale.

È finalmente terminata l’odissea dell’imprenditore agropontino, condannato per appropriazione indebita da un processo farsa orchestrato dal socio in affari Teodoro Nguema, figlio del dittatore equatoguineano.

Trenta mesi di vessazioni, torture, isolamento, malnutrizione e malattia: così si riassume il calvario durante il quale la famiglia di Berardi ha più volte disperato di  riaverlo vivo, dopo aver prosciugato ogni risorsa finanziaria per assicurare al proprio congiunto i medicinali salva vita che lo stato di Guinea Equatoriale non assicura neanche ai carcerati – oltre che agli indigenti degli ospedali statali – nutrendo il mercato nero dei gregari della giustizia.

Ma dopo il prolungamento arbitrario della detenzione e la lunga diatriba sul risarcimento richiesto all’imprenditore dallo stato africano, oggi Roberto Berardi potrà rivedere i suoi figli. E oggi conta solo la gioia, che immaginiamo immensa, di questo abbraccio.

Anche Amnesty International ha espresso la sua soddisfazione per la liberazione. “Siamo davvero felici di sapere che la vicenda di Roberto Berardi si sta finalmente concludendo in modo positivo. Solo la certezza che, dopo essere stato rilasciato la settimana scorsa, non si trovi più in Guinea Equatoriale e sia rientrato in Italia ci tranquillizza in tal senso.  La felicità per il rilascio di Berardi – che condividiamo con lui, i familiari e il comitato che si era costituito per la sua scarcerazione – non deve fare dimenticare il fatto che egli è rimasto in carcere, in condizioni disumane, per oltre 900 giorni e che in quel periodo è stato sottoposto a maltrattamenti e torture” ha dichiarato Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia

“E non deve fare dimenticare neppure che, come Amnesty International denuncia e continuerà a denunciare, la Guinea Equatoriale, le cui autorità si sono accanite contro Roberto Berardi, è un paese nel quale avvengono violazioni gravi e sistematiche dei diritti umani, di cui sarebbe importante che i media del nostro paese continuassero a riferire e le autorità di governo italiane tenessero opportunamente conto.” 

Nigrizia ha seguito tutta la vicenda sul caso Berardi. Ecco gli articoli precedenti:

– “Caso Berardi: La lettera a Renzi” del settembre 2014

– “Caso Berardi, la fabbrica delle accuse” dell’aprile 2014

– “Il caso Berardi” del febbraio 2014