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Storica doppietta d’oro per l’etiope Kenenisa Bekele (nella foto), campione sui 10.000 e nei 5.000 metri. I XII Campionati mondiali di atletica si chiudono confermando la superiorità dei corridori africani. A dominare è il Kenya (4 ori, 2 argenti e 5 bronzi) che conquista la terza posizione per numero di medaglie vinte. Lo seguono, tra le prime 10, Etiopia e Sudafrica.

Gli africani che partecipano ai XII Campionati mondiali di atletica (Berlino, dal 15 al 23 agosto) si sono subito messi in evidenza, facendo mangiare la polvere agli atleti rimasti dietro: se la velocità resta una prerogativa di Giamaica e Usa, nelle altre gare di corsa il Kenya ha già fatto incetta di medaglie.

  • Venerdì 21, sabato 22 e domenica 23 agosto
    Si sono conclusi domenica con la spettacolare nuova performance dell’atleta etiope Kenenisa Bekele, i dodicesimi campionati mondiali di atletica di Berlino. Bekele ha conquistato il suo secondo oro tagliando per primo il traguardo nei 5.000 metri e diventando così il primo atleta capace di vincere su due distanze (5.000 e 10.000 metri, dove ha stabilito anche il nuovo primato di 26′ 46” 31), nel corso di una stessa competizione. Una doppia vittoria che entrerà nella storia dell’atletica mondiale e che si aggiunge a quella ottenuta ai Giochi Olimpici di Beijing, lo scorso anno.

    Sono stati invece gli atleti keniani a fare incetta di trofei (11 in totale), collocando il paese al terzo posto del medagliere, dopo Stati Uniti (22) e Giamaica (13).Gli ultimi atleti sul gradino più alto del podio lo scorso fine settimana, sono stati proprio due keniani: Vivian Cheruiyot, oro nei 5.000 metri femminile, e Abel Kirui, campione del mondo nella maratona maschile.Un altro oro è quello del sudafricano Mbulaeni Mulaudzi negli 800 metri maschile, che ha tagliato il traguardo prima del kenyano Alfred Kirwa Yego negli 800 metri maschile.

    Ancora medaglie d’argento, per due atleti del Kenya: Sylvia Jebiwott Kibet, seconda nei 5.000 metri femminile dopo la sua connazionale, ed Emmanuel Kipchirchir Mutai nella maratona maschile.
    Argento anche per il Sudafrica, con Godfrey Khotso Mokoena nel salto in lungo maschile.
    Sul terzo gradino del podio sono saliti invece tre etiopi: Meseret Defar nei 5.000 metri femminile, Tsegay Kebede nella maratona maschile e Aselefech Mergia, terza nella maratona femminile.

  • Giovedì 20 agosto
    Tutto il Sudafrica si schiera in difesa dell’atleta Caster Semenya, la “mascolina” campionessa negli 800 metri femminili su cui pesano sospetti sulla reale identità sessuale. Tra le voci che si sono levate in sua difesa, spicca quella del partito di governo, l’African National Congress: “Caster non è la sola atleta donna con una morfologia mascolina, e la Federazione internazionale dovrebbe saperlo”, ha dichiarato il portavoce dell’Anc, Brian Sokutu, chiedendo alla popolazione di “fare blocco” in difesa della Semenya e “piazza pulita” di tutte le questioni ingiustificate sul suo sesso. La pensa così anche il presidente della Federatletica sudafricana, Leonard Chuene, che ha messo in evidenza l’aspetto umano e psicologico di questa vicenda: “Continuerò a difendere Caster, lo farò anche se mi dovessero cacciare da Berlino – ha dichiarato – Non lascerò che questa ragazza venga umiliata in questo modo per un crimine che non ha commesso”.
    Sul fronte delle gare invece giornata piatta per gli atleti africani. In attesa delle finali di venerdì e sabato. 
  • Mercoledì 19 agosto
    Situazione a dir poco imbarazzante quella che vede protagonista la sudafricana Caster Semenya, 19 anni, che ha conquistato l’oro negli 800 metri femminili con una gara che ha evidenziato una netta superiorità fisica rispetto alle concorrenti.
    Su di lei pesa ora il sospetto di ermafroditismo. L’Associazione Internazionale di Atletica ha avviato un’indagine per stabilire l’esatta appartenenza sessuale dell’atleta. Un procedimento questo, che potrebbe durare diverse settimane e che coinvolgerà esperti, psicologi e ginecologi.
    Ma ci sono state anche altre due importanti vittorie: i due argenti conquistati dall’etiopico Deresse Mekonnen nei 1500 metri maschile e dalla keniana Janeth Jepkosgei Busienei negli 800 metri femminile. Una medaglia questa, che porta il Kenya al terzo posto nel medagliere, dopo Stati Uniti e Giamaica.

    L’etiope Tirunesh Dibaba rinuncia a correre il primo turno di qualificazioni per i 5.000 metri femminili, in vista della finale di sabato. La Dibaba, colpita da un problema alla caviglia, aveva già rinunciato a correre i 10.000 metri.
    Esce così di scena la stella della corsa femminile mondiale su queste due distanze. Alle Olimpiadi del 2008 a Beijing, infatti, Tirunesh Dibaba è stata la prima donna ad ottenere il doppio oro nei 5.000 e nei 10.000 metri.

  • Martedì 18 agosto
    Due corridori keniani sui gradini più alti del podio. Nei 3.000 ad ostacoli maschile, Ezekiel Kemboi ha soffiato l’oro al suo connazionale Richard Kipkemboi Mateelong, che ha dovuto “accontentarsi” dell’argento. Il Kenya è quarto nel medagliere, che vede in testa gli Stati Uniti, seguiti da Giamaica e Russia.
    Va invece al corridore marocchino Jamal Chatbi, il poco invidiabile record di primo atleta positivo al doping a Berlino. Chatbi, che doveva correre la finale dei 3000 ad ostacoli è stato trovato positivo ad una sostanza anabolizzante.
  • Lunedì 17 agosto
    Il corridore etiope Kenenisa Bekele ha vinto la sua quarta medaglia d’oro, conquistata nei 10.000 metri, percorsi imponendo anche un nuovo primato: 26 minuti 46 secondi e 31 decimi. Tutto africano il podio. L’argento è infatti andato all’eritreo Zersenay Tadese, al comando fino ad un giro dal termine. Medaglia di bronzo, infine, per il kenyano Moses Ndiema Masai.
    La kenyana Milcah Chemos Cheywa ha invece vinto il bronzo sui 3000 ostacoli femminile, arrivando dopo la spagnola Marta Dominguez e la russa Yuliya Zarudneya.
  • Sabato 15 agosto
    La prima vittoria è stata quella della giovane kenyana Linet Masai, 19 anni, nuova campionessa del mondo nei 10.000 metri. In 30 minuti e 51 secondi la Masai ha soffiato l’oro alle due etiopi Meselech Melkamu (argento) e Wude Ayalew (bronzo). E’ la prima volta dal 1997 – quando un’altra kenyana, Sally Barsosio, salì sul gradino più alto del podio – che l’Etiopia non vince il titolo femminile sulla più lunga delle distanze in pista.

 

IL MEDAGLIERE:

KENYA:
4 oro
5 argento
2 bronzo

ETIOPIA:
2 oro
2 argento
4 bronzo

SUDAFRICA:
2 oro
1 argento

ERITREA:
1 argento

ORO
Kenenisa Bekele (Etiopia) 10mila metri maschile (nuovo primato: 26′ 46” 31)
Kenenisa Bekele (Etiopia) 5.000 metri maschile
Linet Chepkwemoi Masai (Kenya) 10mila metri femminile
Ezekiel Kemboi (Kenya) 3.000 ostacoli maschile
Vivian Cheruiyot (Kenya) 5.000 metri femminile
Abel Kirui (Kenya) maratona maschile
Mbulaeni Mulaudzi (Sudafrica) 800 metri maschile
Caster Semenya (Sudafrica) 800 metri femminile

ARGENTO
Janeth Jepkosgei Busienei (Kenya) 800 metri femminile
Sylvia Jebiwott Kibet (Kenya) 5000 metri femminile
Alfred Kirwa Yego (Kenya) 800 metri maschile
Emmanuel Kipchirchir Mutai (Kenya) maratona maschile
Richard Kipkemboi Mateelong (Kenya) 3.000 ostacoli maschile
Deresse Mekonnen (Etiopia) 1500 metri maschile
Meselech Melkamu (Etiopia) 10mila metri femminile
Zersenay Tadese (Eritrea) 10mila metri maschile
Godfrey Khotso Mokoena (Sudafrica) salto in lungo maschile

BRONZO
Milcah Chemos Cheywa (Kenya) 3000 ostacoli femminile
Moses Ndiema Masai (Kenya) 10mila metri maschile
Wude Ayalew (Etiopia) 10mila metri femminile
Meseret Defar (Etiopia) 5.000 metri femminile
Tsegay Kebede (Etiopia) maratona maschile
Aselefech Mergia (Etiopia) maratona femminile

 

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