PAROLE DEL SUD – MARZO 2017
Comboniani Brasile

Là nei vicoli di una piccola favela della periferia di São Paulo un gruppo di donne si incontra nella casa di dona Jolanda, che da poco si è riavvicinata alla comunità cristiana. Le poche famiglie del villaggio rurale di Agroplanalto, nel nordest del Brasile, si riuniscono tutte le settimane, la sera, tornando dal lavoro dei campi. Lo stesso avviene nella comunità amazzonica di São Carlos, sulla riva del fiume Madeira, e in migliaia di piccoli gruppi di preghiera e riflessione, all’inizio di questa Quaresima.

Da 55 anni, la Chiesa in Brasile promuove incontri popolari per approfondire il cammino di conversione verso la Pasqua. Essendo la conversione sia personale che sociale, la Quaresima diventa opportunità per riflettere sullo stile di vita cristiano e su come trasformare le strutture sociali di peccato in sementi di resurrezione.

Ogni anno, un tema. Dona Jolanda, la comunità di Agroplanalto, i pescatori di São Carlos e molte persone di diversi livelli religiosi e culturali approfondiscono il legame tra fede e vita: “Fraternità e mondo del lavoro”, “Fraternità e educazione”, “Fraternità e violenza”, e così via, decine e decine di inviti per una “Chiesa in uscita”, a incontrare le ferite e il potenziale creativo della gente, nella storia concreta di oggi.

La Campanha da Fraternidade 2017 tratta dei biomi naturali brasiliani, cioè di porzioni di biosfera. Vi sembrerà più una lezione di geografia che un percorso quaresimale! Il libretto che orienta i gruppi di preghiera locali offre spunti per sei incontri, uno per settimana. Presenta, con un linguaggio popolare, la diversità biologica e naturale dei territori brasiliani: Amazônia, Cerrado, Caatinga, Mata Atlântica, Pantanal, Pampa. Ci aiuta a contemplare la presenza di Dio nell’esuberanza della Madre Terra e dei raffinati “vestiti” che indossa nei vari territori in cui vivono le nostre genti.

Scopriamo come è forte il vincolo tra un bioma e la cultura delle comunità umane che lo abitano e lo interpretano: i miti, le preghiere e la religiosità tradizionale, lo stile proprio nell’affrontare le difficoltà della vita e nel coglierne i frutti più saporiti, le relazioni umane e sociali che si costruiscono in simbiosi con l’ambiente in cui vivono… Scopriamo la bellezza di un popolo al plurale, ricco di cultura grazie al dono di Dio della diversità naturale. I biomi si rivelano come la culla delle nostre fedi e testimoniano la rivelazione differenziata di Dio a ogni cultura, a ogni religione. Sì, anche quest’anno stiamo facendo un’esperienza di fraternità, a partire dalla lezione di vita silenziosa di nostra Madre Terra. Com’è importante questo percorso popolare, in un tempo in cui si scolpiscono decisioni politiche razziste ed escludenti, che incidono la roccia dei nostri valori più profondi!

Osservando i nostri biomi, sentiamo anche la ferita aperta della loro devastazione. Papa Francesco la chiama “mutilazione”, che incide non solo sul corpo della Terra, ma anche sul nostro corpo personale e sociale. L’enciclica Laudato si’ ci insegna che esiste una relazione intima tra i poveri e la fragilità del pianeta, entrambi in pericolo, al limite della negazione del loro futuro. E così, comprendiamo il peccato come una ostilità tra la Terra e gli esseri umani.

I brasiliani sono 200 milioni, 160 vivono nel mondo urbano. La città, per sua essenza, è insostenibile. Dentro di essa il ciclo vitale è già stato violato, è innaturale. Per questo, dentro la città si comprende ancora meno lo strappo della tela della vita che il nostro modello di sviluppo sta provocando, facendo sanguinare le nostre terre e le persone che tentano di difenderle.

La sfida per la Chiesa è immensa, considerando la sua presenza capillare e il suo potenziale di incidenza nella riflessione e nella conversione degli stili di vita di molta gente.

Chiediamo a Dio che illumini, ispiri e fecondi l’impegno silenzioso dei molti cristiani che anche quest’anno pregano in piccole comunità, illuminati dal tema della Campagna di fraternità.