Storie perdute – settembre 2015
Mauro Armanino

Aveva giurato di portarle a Dubai dove la loro vita sarebbe cambiata. Lavoro e soldi in quantità come mai avevano finora sospettato. Non fosse per le “novelas” televisive nigeriane che vanno per la maggiore. Trame semplici di vita quotidiana tra l’incanto del mistero e la violenza del potere. Le favole finiscono bene e di solito vincono i buoni che stanno dalla parte di Dio, il giustiziere.

Neppure sapevano dove si trovasse Dubai. Si sono fidate di lei, che aveva tanto viaggiato e da quel sogno era appena tornata. Partirono a notte fonda per non scomodare la curiosità dei vicini. Da Lagos al vicino Benin è stato un gioco da ragazze. I primi problemi arrivano alla frontiera con Niger. Mancano i documenti coi visti di transito e solo una piroga le sbarca dall’altra parte della frontiera. Con una corriera e qualche mancia ai poliziotti dei controlli raggiungono Niamey.

Blessing e Love chiedono per l’ennesima volta se quella è la famosa Dubai proibita. Arriveremo domani, promette la signora faccendiera che le ha scortate con sospetta diligenza. Il domani arriva presto e il giorno seguente raggiungono Gao in Mali. Secoli di storia non hanno cancellato del tutto la sua austera bellezza. Al cuore dell’impero omonimo come nodo politico, culturale e commerciale del sistema. Il commercio del sale, dell’oro e degli schiavi poi rivenduti agli arabi che anche su di loro hanno fatto fortuna.

La tratta delle schiave continua con altre modalità di applicazione senza che il prodotto finale cambi davvero. Arrivate a casa di Aicha, la signora del viaggio, sono invitate a spogliarsi e provare abiti adatti per l’occasione. Al primo tentativo di resistenza non armata prendono ceffoni e sono invitate a guardare come fanno le altre nigeriane del posto.

Sono poche migliaia di franchi a cliente. Dalle 18 alle 6 di mattina. Blessing è una benedizione e Love porta il nome che manca all’attività intrapresa. Si mettono d’accordo e ogni giorno nascondono una parte dell’incasso prima che la signora del viaggio ne faccia incetta. Hanno capito che quel posto non è Dubai perché mancano le vetrine colorate viste nei film. All’alba del terzo giorno fuggono coi vestiti che hanno messo da parte e cambiano i nomi per non farsi rintracciare. Lei conosce tutti i conducenti di bus, i poliziotti e le guardie di frontiera. Cambiano i nomi per far perdere invano le tracce. Aicha sa che hanno rubato parte del suo guadagno e le insegue fino a Niamey. L’amore e la benedizione sono interrogate dalla polizia e tutto raccontano del miraggio perduto. Denunciano Aicha perché le ha vendute come schiave al mercato notturno di Gao.

Le hanno liberate ieri sera, dopo la pioggia abbondante del mattino. Nel nome della benedizione dirottata a Niamey. In due assieme non arrivano a quarant’anni: l’amore che benedice e la benedizione che ama. La signora del viaggio si trova da ieri nel carcere di Niamey e loro sono liberate dalle catene.

Non sanno che Dubai è una città artificiale per fare shopping di schiave negli Emirati Arabi Uniti. Le vetrine sono quelle viste nei film prodotti da Nollywood, in Nigeria. Nulla di tutto ciò a Gao, capitale del regno e poi assorbita dall’altro impero, quello del Mali. Anche da Niamey i grandi commercianti vanno e vengono da Dubai. Iniziano i pellegrinaggi alla Mecca e una capatina a Dubai non guasta. Utile e dilettevole come alla Mecca. Tra l’altro si avvicina la festa della Tabaski e la corsa ai regali si globalizza.

Blessing e Love volevano andare a Dubai e si sono scoperte a Niamey. Torneranno tra qualche giorno a Lagos, felici come solo accade nelle favole.

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Nella foto due migranti nigeriane (fonte: Afp)