Lago Ciad / Boko Haram

Amnesty International ha denunciato ieri una ripresa su vasta scala degli attacchi e degli attentati suicidi di Boko Haram nella regione del Lago Ciad, che ha provocato da aprile almeno 381 vittime civili in Camerun e Nigeria, il doppio rispetto ai cinque mesi precedenti.

Secondo i dati raccolti dall’organizzazione, il deciso aumento delle vittime civili nella regione camerunense dell’Estremo Nord e negli stati nigeriani di Borno e Adamawa è dovuto al maggiore ricorso agli attentati suicidi, spesso compiuti da giovani donne e bambini in aree affollate.

“Quest’ondata di agghiacciante violenza, alimentata dal grande aumento degli attentati suicidi, mette in luce l’urgente necessità di protezione e assistenza di milioni di civili che vivono nella regione del Lago Ciad. I governi di Nigeria, Camerun e di altri paesi devono agire rapidamente per proteggere i civili da questa campagna di terrore”, ha dichiarato Alioune Tine, direttore di Amnesty International per l’Africa occidentale e centrale. “A sua volta, la comunità internazionale deve accrescere rapidamente il suo impegno a fornire quell’assistenza umanitaria che potrebbe essere vitale per milioni di persone”, ha concluso Tine.

A causa dell’aumento delle violenze, infatti, milioni di civili nella regione del Lago Ciad hanno bisogno di urgente assistenza umanitaria. Gli sfollati sono circa 2 milioni e 300 mila, dei quali 1 milione e 600 mila in Nigeria, 303 mila in Camerun e altri 374 mila in Ciad e Niger.

In totale, denuncia Amnesty, oltre 7 milioni di persone in tutta la regione hanno pochissimo cibo a disposizione: 5 milioni di questi sono in Nigeria e 1 milione e mezzo in Camerun. I bambini che soffrono di grave malnutrizione sono 515 mila, oltre l’85 per cento dei quali in Nigeria.
Il recente peggioramento delle condizioni di sicurezza, poi, sta rendendo le operazioni umanitarie difficili e addirittura impossibili in alcune zone inaccessibili del nord-est della Nigeria. (Amnesty International)