Terrorismo in Nigeria
Ennesimo attentato terroristico stamattina in una scuola nella località di Potiskum nello Stato nord-orientale di Yobe. Un kamikaze si è fatto esplodere provocando più di 47 giovani vittime e 80 feriti. Strage non ancora rivendicata ma molto probabile la firma di Boko Haram. L'ennesima prova che non esiste alcuna tregua con Abuja.

Un nuovo e tragico attentato in Nigeria per mano degli islamisti di Boko Haram. Un segnale che sembra far naufragare tutte le speranze di un negoziato “avviato” ma che, per ora, non sta dando i frutti sperati. Il bilancio dell’attentato suicida in una scuola nel nord della Nigeria è drammatico: ci sono stati almeno 47 morti, altre fonti parlano di 78, e circa 80 feriti dopo che un kamikaze si è fatto saltare in aria in un istituto superiore  nella località di Potiskum, nello Stato nord-orientale di Yobe, ha  riferito il portavoce della polizia nazionale.
Il massacro, opera con ogni probabilità di Boko Haram, è avvenuto pochi minuti prima delle 8 del mattino, quando gli studenti erano riuniti in attesa della preside  per il saluto quotidiano prima dell’inizio delle lezioni. «Ci sono molti studenti a terra in un lago di sangue», ha raccontato un testimone, pochi minuti dopo l’accaduto. Quello di Yobe è uno dei tre Stati nigeriani in cui è in vigore lo stato d’emergenza deciso dal governo di Abuja per far fronte alle violenze di Boko Haram. Ancora non c’è stata alcuna rivendicazione dell’attacco, ma i sospetti puntano sugli estremisti islamici.
Il gruppo jihadista vuole creare un “califfato” islamico nel nord della Nigeria e dal 2009 realizza sistematici attentati contro le scuole in  cui vengono insegnati programmi giudicati di stampo troppo occidentale.

I fondamentalisti islamici nigeriani hanno diffuso, ieri, un nuovo video nel quale, oltre a mostrare immagini di presunte vittorie, inneggiano a un califfato mondiale. È il loro stesso leader Abubakar Shekau che si rivolge ai “fratelli” di Afghanistan, Pakistan, Azerbaigian, Cecenia, Yemen, Somalia, Iraq e Siria. Il video di 44 minuti mostra combattenti che imbracciano fucili mitragliatori Ak-47 facendo lo slalom a bordo di motociclette e altri guerriglieri su pick up equipaggiati con mitragliatrici pesanti. Le immagini sarebbero state girate nei territori del nord della Nigeria controllati dalle milizie terroristiche.

Il video contiene anche scene propagandistiche in cui si vedono decine di civili inneggiare all’arrivo dei conquistatori armati di kalashnikov e lanciarazzi in un villaggio non identificabile. Infine Shekau smentisce per l’ennesima volta qualunque possibilità di tregua con “i tiranni nigeriani”.

Nei giorni, scorsi, infatti, si era parlato di un negoziato in corso in Ciad, per la liberazione delle 200 studentesse rapite nell’aprile scorso. La notizia era stata data ai giornalisti dal governatore dello Stato di Akwa Ibom, Godwill Akpabio, al termine di un Consiglio di Stato ad Abuja. Il governatore aveva detto che il «consigliere per la sicurezza nazionale del presidente è del parere che sia stato creato un contatto ad alto livello. Alcune persone che sostengono di agire a nome di Boko Haram e di averne l’autorità, hanno parlato con loro. Ci sono i responsabili nigeriani naturalmente, ma ancora non è stato raggiunto un accordo». Una dichiarazione poco chiara e di difficile comprensione. 

Anche perché in un altro filmato Boko Haram smentiva qualsiasi accordo di tregua con il governo e intese per il rilascio delle studentesse. Gli ultimi fatti, se ce ne fosse ancora bisogno, gettano più di un’ombra sulla possibilità che i miliziani di Boko Haram siano intenzionati a raggiungere accordi con un governo che ritengono “macchiato” dall’occidente. L’ultima strage di oggi e lì a dimostrarlo.

Nella foto in alto il leader di Boko Haram Abubakar Shekau in uno dei suoi video. (Fonte: Afp). Nella gallery sopra, il collegio-liceo di Potiskum dopo l’esplosione e una mappa della Nigeria con la località di Potiskum.