Africa e affari
Il miliardario bretone è finito nel mirino della magistratura francese che lo ha fermato e lo sta interrogando. L’inchiesta verte su tangenti pagate nel 2010 per ottenere concessioni portuali in Togo e in Guinea. Da 25 anni il gruppo Bolloré fa profitti in Africa: Nigrizia lo ha raccontato con un ampio servizio.

L’imprenditore francese Vincent Bollorè è stato posto in custodia cautelare e interrogato a Nanterre, nella banlieue a nord-ovest di Parigi, nell’ambito di un’inchiesta su tangenti pagate dal suo gruppo in Africa nel 2010, in relazione a delle concessioni portuali a Lomé (Togo) e Conakry (Guinea), due dei sedici terminali per container che il gruppo Bolloré gestisce in Africa.

Lo scrive il sito del quotidiano Le Monde, che rivela che sono stati arrestati anche il direttore generale del gruppo Bolloré, Gilles Alix, e Jean-Philippe Dorent, a capo della divisione internazionale dell’agenzia di comunicazione Havas.

I magistrati sospettano che i dirigenti del gruppo abbiano utilizzato la filiale di comunicazione Havas per favorire l’arrivo al potere di dirigenti togolesi e guineani, che a loro volta hanno favorito il gruppo.

Vincent Bolloré, 66 anni, è il primo azionista di Vivendi, media company francese, e un patrimonio personale di 7,4 miliardi di dollari. In Africa, il gruppo Bolloré è attivo da 25 anni: ha esteso le sue attività in 46 paesi attraverso Bolloré Africa Logistics. Possiede terminali di stoccaggio dei container nei maggiori porti africani: dalla Costa D’Avorio al Camerun, dal Ghana alla Sierra Leone e fino alla Nigeria. Secondo i dati aziendali del marzo 2017, nonostante la crisi dovuta al calo del prezzo delle materie prime, gli investimenti nei terminal portuali di 16 paesi dell’Africa occidentale portano ancora notevoli guadagni.

La compagnia ha anche investito in tre linee ferroviarie: la Sitarail (che collega il Burkina Faso alla Costa d’Avorio), la Camrail (che collega la costa camerunese al nord) e la Benirail (che collega il Benin al Niger). Il ramo africano del gruppo opera anche nelle comunicazioni (Canal+ il canale televisivo del gruppo è visibile in 25 paesi. In 31 stati, nel 2014, è stato lanciato il canale tematico 100% africano A+), nelle miniere, nell’agricoltura e nell’industria farmaceutica. Proprio la sua presenza in settori economici strategici ha alimentato le accuse di connivenza con alcuni dei più contestati regimi africani della storia recente.

 

Nigrizia, giugno 2017, ha dedicato la copertina e l’apertura del mensile all’inchiesta africana su Vincent Bolloré