Arrestati due parlamentari e un vice ministro
Dopo gli attentati di Nairobi tre funzionari del governo keniano sono stati arrestati per incitamento all’odio. Coinvolto anche il potente ministro dell’Istruzione William Ruto. Non sono ancora stati individuati i responsabili materiali degli attacchi bomba e le indagini continuano tra le polemiche.

Con l’accusa di aver pronunciato frasi d’istigazione all’odio e alla violenza, in Kenya,  due membri del parlamento e un vice ministro sono stati arrestati lunedì dalla polizia. Le frasi sarebbero state pronunciate durante i discorsi che si sono tenuti nel corso della campagna per il “no” nel referendum sulla nuova costituzione che si dovrà tenere il prossimo 4 agosto.

Gli arrestati sono i due parlamentari Joshua Kutuny e Fred Kapondi, e il vice ministro per le infrastrutture Wilfred Machage. I tre sono stati interrogati per diverse ore nella sede della polizia giudiziaria e oggi saranno condotti in tribunale.

Secondo i media locali almeno altri tre deputati sarebbero indagati perché accusati dello stesso reato. Tutti gli imputati respingono le accuse. Anche il ministro dell’Istruzione Superiore, William Ruto, è stato convocato ieri dalla Commissione per la coesione nazionale e l’integrazione (NCIC), istituita dopo le violenze post-elettorale nel 2007.

Ruto è tra i sostenitori del “no” per la riforma costituzionale ed è chiamato a rispondere di alcune frasi comparse sulla sua pagina di Facebook. Da parte sua il ministro respinge l’accusa sostenendo con fermezza di non essere il responsabile della pubblicazione delle frasi incriminate. Infatti sul social network esisterebbero almeno otto o nove falsi profili che portano il suo nome, per cui lo stesso Ruto ha chiesto alle autorità di fare chiarezza sulla vicenda.

Il ministro dell’Istruzione avrebbe inoltre invitato i musulmani a respingere la riforma della costituzione per scongiurare il pericolo di una guerra con i cristiani. Un invito colto dalle autorità religiose islamiche come una provocazione. I leaders islamici accusano Ruto di voler creare tensioni e conflitti religiosi. Dopo gli attentati di domenica i membri della Commissione temono che la campagna per il referendum possa condurre a nuove violenze e, rivolgendosi al presidente Mwai Kibaki e al primo ministro Raila Odinga ne hanno chiesto la sospensione.

Il capo della polizia, Mathew Iteere, ha fatto sapere che nessuno ha, per il momento, rivendicato gli attacchi.  Non ci sarebbe bisogno di rivendicazioni, per i membri del Consiglio Nazionale delle Chiese del Kenya, che puntano direttamente il dito contro il governo, accusato di essere dietro le bombe. Il premier Odinga ha chiesto di porre fine alle speculazioni sui responsabili fino a quando l’inchiesta non sarà conclusa.