Intervista a Francesca Casella, Survival International Italia
Riparte la lotta dei boscimani contro il governo del Botswana. Nonostante la sentenza, storica, della Corte Suprema che nel 2006 ha assegnato loro le terre ancestrali, il governo non ferma la campagna vessatoria nei confronti di questo antico popolo. Che rischia di finire come gli indiani d’America.

La storia si ripete. Evidentemente senza insegnare nulla. Sono passati più di due secoli dalla fine dello sterminio degli indiani americani e oggi la stessa sorte sembra essere il destino dei boscimani che sopravvivono nella Central Kalahari Game Riserve in Botswana.
Il sottosuolo delle terre in cui vive da 22.000 anni questo popolo di raccoglitori-cacciatori, è un’immensa miniera di diamanti. Dal 1986 il governo usa ogni mezzo per costringerli ad andarsene e poter così dare in concessione il sottosuolo a società straniere come la De Beers. Nel dicembre 2006, dopo anni di battaglie legali, la Corte Suprema del Botswana sancisce il loro diritto a vivere nel Kalahari Centrale, condannando il governo per azioni “incostituzionali” e “illegali” nei loro confronti.

Ma il bottino da conquistare è davvero troppo ricco. Oltre ai diamanti ora c’è anche un progetto per la costruzione di un villaggio turistico. E la campagna vessatoria continua. Non più solo arresti e torture, ma ai boscimani viene impedito anche l’accesso ai pozzi d’acqua e il 20 maggio scorso decine di poliziotti confiscano loro, senza spiegazioni né preavviso, tutto il bestiame, unica fonte di sopravvivenza per un popolo privato della possibilità di cacciare.

Intanto, nelle riserve, i nativi muoiono lentamente. “L’alimentazione di sostentamento che passa il governo e il mutamento brusco dello stile di vita – spiega Francesca Casella, responsabile della sezione italiana di Survival International – favoriscono il diffondersi di nuove malattie e comincia ad essere un problema anche l’alcolismo, dovuto alla distribuzione di bevande alcoliche che, spesso, sostituiscono l’acqua. Occorre che la comunità internazionale si mobiliti per salvare questi nostri antenati, prima che sia troppo tardi”.

(L’intervista, realizzata da Michela Trevisan, è tratta dal programma radiofonico Focus)

Per approfondire:
Boscimani: processo per tornare a casa
, 29 settembre 2006