Botswana
Nonostante una sentenza a favore della Corte del Botswana, i Boscimani rimangono un'etnia senza terra. Survival international lancia una campagna per aiutare il popolo del Kalahari ad avere giustizia.

Survival International, in occasione del cinquantesimo anniversario dell’indipendenza del Botswana, ha lanciato una campagna per permettere alle numerose famiglie boscimani di poter fare ritorno alla loro terra, la Central Kalahari Game Reserve(CKGR), senza limiti o restrizioni di nessun tipo.

Dopo essere stati sfrattati con la forza – tra il 1997 e il 2002 – e costretti a vivere in campi di reinsediamento governativi, nel 2006 i Boscimani hanno vinto uno storico processo e si sono visti riconoscere il diritto a vivere nella loro terra, all’interno della Central Kalahari Game Reserve. Da allora, però, questo diritto è stato esteso di fatto solo a un piccolo numero di Boscimani, nominati esplicitamente nei documenti della Corte.

I loro figli e i parenti più stretti sono costretti a richiedere permessi anche solo per fargli visita, pena sette anni di prigione. Molti temono che una volta che l’attuale generazione sarà scomparsa, i Boscimani resteranno chiusi per sempre fuori dalla loro terra.

«Il governo del Botswana perseguita brutalmente i Boscimani da decenni, prima con sfratti violenti e poi con un sistema di permessi progettato per dividere le famiglie» ha commentato il direttore generale di Survival International, Stephen Corry. «Se il Botswana vuole ancora essere visto come “un faro” di democrazia in Africa deve ascoltare i Boscimani, rispettare la sentenza della propria Corte, e mettere fine a questa restrizione terribilmente ingiusta del loro diritto a vivere nella terra ancestrale, all’interno della CKGR».  

Negli anni il governo del Botswana ha sempre dichiarato che la causa per la quale i Boscimani venivano allontanati dalle loro terre era la conservazione ambientale della riserva. Ma andando a ritroso sembra evidente che dietro i numerosi sfratti che  hanno coinvolto i Boscimani ci siano interessi di altro genere, come le attività estrattive legate alla scoperta di giacimenti diamantiferi avvenute a partire dagli anni 80. L’impegno del governo di Gaborone acquista sempre più una valenza simbolica in cui i Boscimani sembrano destinati a essere vittime sacrificali.