Boualem Sansal, l'"immortale" che ha sfidato Algeri - Nigrizia
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Il caso che ha scosso non solo la cultura francofona
Boualem Sansal, l'”immortale” che ha sfidato Algeri
L'Académie française accoglie tra i suoi membri lo scrittore franco-algerino tre mesi dopo il rilascio dalle carceri algerine. Un riconoscimento letterario che diventa anche un messaggio politico sulla libertà di espressione
30 Gennaio 2026
Articolo di Redazione
Tempo di lettura 4 minuti
Lo scrittore franco-algerino Boualem Sansal (al centro), circondato dai membri dell'Académie française Daniel Rondeau (a sinistra), Amin Maalouf (alle spalle di Sansal) e Xavier Darcos (a destra), riceve il premio Cino del Duca all'Académie française, a Parigi, il 4 dicembre 2025

Lo scrittore franco-algerino Boualem Sansal è diventato, il 29 gennaio 2026, il 746° “immortale” dell’Académie française, una delle più prestigiose istituzioni culturali al mondo. Con 25 voti su 26, l’autore di 2084 ha ottenuto un consenso quasi unanime dai membri dell’Accademia. A 76 anni, Sansal occuperà la storica poltrona numero 3, lasciata vacante dalla morte dell’avvocato e storico Jean-Denis Bredin nel 2021.

L’elezione assume un valore particolare perché arriva appena tre mesi dopo la liberazione di Sansal dalle carceri algerine, dove aveva trascorso un anno in condizioni di salute sempre più precarie.

La sua nomina rappresenta non solo il riconoscimento di un talento letterario, ma anche un gesto di sostegno a un uomo che ha pagato un alto prezzo per la sua libertà di pensiero.

Le ragioni del premio

L’Académie française ha motivato la scelta indicando cinque qualità che rendono Sansal degno di sedere tra gli “immortali”: il carattere cordiale e collaborativo, il legame consolidato con l’istituzione, il coraggio e l’impegno per la libertà, la scrittura potente e visionaria, e la difesa appassionata della lingua francese.

Premi già ricevuti

Non si tratta di un riconoscimento improvviso. Il percorso di Sansal verso l’Accademia è stato lungo e costellato di premi prestigiosi. Nel 2013 aveva già ricevuto il Grand Prix de la Francophonie, seguito nel 2015 dal Grand Prix du Roman per 2084. La fin du monde (Gallimard), romanzo ispirato al capolavoro di George Orwell che esplora i pericoli dell’estremismo religioso e del totalitarismo.

Ingegnere ed economista di formazione, Sansal ha sempre scritto in francese, diventando una delle voci più autorevoli della francofonia maghrebina. Autore di una trentina di opere tra romanzi, raccolte di racconti e saggi dal 1999, ha costruito un’opera letteraria che unisce impegno civile e qualità artistica.

Tra i suoi titoli più noti figurano Il villaggio del tedesco (Einaudi) e Rue Darwin. Nel saggio Le français, parlons-en! ha anche analizzato il ruolo della lingua francese nella cultura e nell’identità contemporanea.

L’arresto e la prigionia

La vita di Boualem Sansal ha subito una svolta drammatica il 16 novembre 2024, quando fu arrestato all’aeroporto di Algeri al suo arrivo da Parigi. Ex funzionario pubblico algerino, ateo dichiarato, nemico dei jihadisti e critico feroce del regime, Sansal era già una figura scomoda per le autorità del suo paese natale. La motivazione dell’arresto fu: “attentato all’unità nazionale”. Il caso destò immediata emozione in Francia, dove fu lanciata una vasta campagna per la sua liberazione.

Le accuse

L’accusa si basava su alcune dichiarazioni rilasciate in ottobre 2024 alla testata francese di estrema destra Frontières, in cui Sansal aveva affermato che la Francia aveva ingiustamente trasferito territorio marocchino all’Algeria durante il periodo coloniale (1830-1962).

Parole pronunciate in un momento di particolare tensione diplomatica tra Algeri e Parigi, dovuta al sostegno francese alle rivendicazioni marocchine sul Sahara Occidentale.

Condanna a 5 anni

Nel marzo 2025 arrivò la condanna: cinque anni di carcere. Sansal rimase in detenzione per un anno intero, in condizioni sempre più difficili, mentre la sua salute si deteriorava.

La campagna internazionale per la sua liberazione si intensificò, coinvolgendo intellettuali, scrittori e attivisti dei diritti umani. Il 12 novembre 2025, il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune concesse la grazia.

Sansal ottenne la cittadinanza francese nel 2024, un riconoscimento formale del suo legame profondo con la cultura e la lingua francesi.

Secondo scrittore di origine algerina

Sansal diventa il secondo scrittore di origine algerina a entrare nell’Accademia, dopo Assia Djebar, prima donna maghrebina eletta nel 2005. Siederà accanto ad altri grandi nomi della letteratura francofona contemporanea, tra cui la filosofa Sylviane Agacinski, lo scrittore franco-libanese Amin Maalouf, Erik Orsenna (ex portavoce del presidente François Mitterrand), il medico e scrittore Jean-Christophe Rufin, e la romanziera Chantal Thomas.

La cerimonia

La cerimonia di intronizzazione, che si svolgerà a porte chiuse in una data ancora da definire, seguirà l’antico rituale: Sansal riceverà l’abito verde ricamato con rami d’ulivo e la spada, simboli dell’appartenenza a questa istituzione fondata nel 1635 dal cardinale Richelieu.

Ancora tensioni con l’Algeria

La sua nomina non cancella le ferite della prigionia, né risolve le tensioni politiche che hanno portato al suo arresto.

Ad oggi un altro famoso francese rimane detenuto in Algeria. Si tratta del giornalista sportivo Christophe Gleizes, condannato a sette anni per “apologia del terrorismo”.

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