Burkina Faso

In un comunicato rilasciato ieri, Amnesty International ha preso posizione contro una possibile amnistia per i soldati del Reggimento di sicurezza presidenziale (Rsp) autore del colpo distato fallito del 16 settembre scorso.

“Nessuna amnistia per i soldati che hanno dei ucciso civili disarmati. 14 persone, tra cui due bambini, sono stati assassinati; sei di loro alle spalle “, ha dichiarato Amnesty.

“La vecchia guardia presidenziale del Burkina Faso ha dimostrato un palese disprezzo per la vita umana, uccidendo 14 manifestanti e dei passanti disarmati ferendone anche centinaia di altri con armi automatiche”, ha accusato l’organizzazione internazionale dei diritti dell’uomo. Nonostante ciò, molti di loro “vengono reintegrati nell’esercito nazionale” anche se restano in carcere il generale Gilbert Diendéré, che aveva guidato il golpe e Dijbril Bassolé, ex ministro e fedelissimo del deposto presidente Blaise Compaoré.

“I componenti del Rsp godono da molto tempo dell’impunità, ma sono all’origine di  gravi violazioni dei diritti umani. Servono inchieste indipendenti che permettano di portare in giudizio le persone sospette di avere una responsabilità penale”. È ciò che sostiene Alioune Tine, direttore di Amnesty International per l’Africa occidentale, dopo che le autorità del Burkina Faso hanno ufficialmente varato nei giorni scorsi una commissione d’inchiesta sul tentativo di colpo di stato.

Nel frattempo il consiglio dei ministri burkinabè ha annunciato ieri la data di domenica 29 novembre per lo svolgimento delle elezioni presidenziali e legislative che dovrebbero far uscire il paese dal periodo di transizione iniziato dopo la caduta di Compaoré. Voto che era previsto per l’11 ottobre ma che è stato annullato a causa del golpe fallito. (Jeune Afrique / Afp)