Burkina Faso / Terrorismo

Due separati attacchi terroristici hanno ucciso almeno 29 persone domenica nel nord del Burkina Faso. Nel primo un veicolo che trasportava persone e merci ha colpito un ordigno esplosivo improvvisato (IED) lungo la strada che collega Barsalogho a Guendbila nella provincia di Sanmatenga, provocando la morte di almeno 15 passeggeri e 6 feriti. Il secondo, avvenuto a circa 50 km di distanza da Bersalogho, è stato un attacco armato ad un convoglio di veicoli in transito sull’asse stradale Dablo-Kelbo che portavano cibo alle persone sfollate a causa dei combattimenti a Kelbo, concluso con 14 morti.

“Questo dramma si presenta in quanto importanti iniziative di sicurezza sono in corso in questa regione”, ha detto un funzionario militare. Di recente il governo ha schierato numerose truppe nel nord del paese, dominato dal 2015 da gruppi jihadisti, ma i militari sono sopraffatti dalla vastità del territorio.

All’inizio di questo mese, un attacco a una base militare nel nord ha ucciso 24 soldati. La capitale è stata attaccata tre volte, tra cui un assalto del marzo 2018 al quartier generale militare che ha causato otto morti. Proprio a Ouagadougou si aprirà sabato prossimo un vertice eccezionale dei capi di stato sulla sicurezza nella sottoregione, che comprende Burkina, Mali e Niger (con infiltrazioni anche in Ghana).

La violenza terrorista nel nord del Burkina Faso – che ha colpito duramente la comunità cattolica negli ultimi mesi – ha costretto quasi 300mila persone a fuggire dalle loro case, impedendo a mezzo milione di accedere alle cure sanitarie, hanno detto lunedì Onu e Croce Rossa. In una nota l’ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari fa notare che il numero di sfollati è più che triplicato negli ultimi sette mesi, rispetto agli 82mila di gennaio. Per la Croce Rossa “carestia e malnutrizione rappresentano una grave preoccupazione per 1,2 milioni di persone colpite da insicurezza alimentare”. (Al Jazeera)