Burkina Faso

Le autorità del Burkina Faso hanno incriminato il generale Gilbert Dienderé, autore di un mancato colpo di Stato nel mese di settembre scorso, per complicità nell’omicidio del presidente Thomas Sankara, assassinato nel 1987. Lo ha confermato l’avvocato dell’accusato, Mathieu Some, precisando che i capi d’accusa gli sono stati notificati nelle ultime settimane e che il generale sta preparando la sua difesa.

Altri militari, di grado inferiore rispetto a Dienderé, sarebbero stati raggiunti dallo stesso capo d’accusa. Molti di loro – come il generale – appartengono alla guardia presidenziale dell’ex presidente Blaise Compaoré, rovesciato dalle manifestazioni popolari nell’ottobre 2014.

L’omicidio di Sankara, primo presidente del Burkina Faso e teorico del panafricanismo,resta uno dei grandi misteri irrisolti della storia africana recente. Il ‘capitano’ come veniva chiamato per il suo grado militare fu una figura carismatica fondamentale per i paesi dell’Africa Occidentale emancipatisi dal giogo delle potenze coloniali.

Per fugare i dubbi sulla sua morte – a maggio scorso – le autorità di transizione hanno ordinato la riesumazione dei resti di un corpo che si ritiene essere di Sankara , sepolto in un cimitero alla periferia della capitale Ouagadougou.

Braccio destro di Compaore e a capo dei servizi segreti, Dienderé nel mese di settembre  ha guidato la guardia presidenziale in un tentato colpo di stato in cui i soldati hanno preso in ostaggio il presidente di transizione Michel Kafando e il primo ministro in ostaggio.

Successivamente arrestato e accusato di omicidio e attentato alla sicurezza dello Stato, si trova tuttora in stato di detenzione. (Misna)

Nigrizia aveva anticipato alcuni di questi elementi sulla complicità di Dienderé nell’omicidio Sankara in un’analisi redatta subito dopo il golpe di settembre.