In questo terzo e ultimo video della nostra mini-serie sul Burkina Faso, ci concentriamo sulla guerra al terrorismo jihadista. Per il presidente del Burkina Faso, si tratta di un tema prioritario. Non potrebbe essere altrimenti. Le sigle terroristiche controllano un’ampia parte del territorio, che il governo quantifica con il 30% e altre stime collocano verso il 70%.
Il modo in cui questa guerra viene portata avanti dallo stato burkinabè lascia spazio a molte preoccupazioni. Numerosi sono i casi di oppositori politici (da giornalisti ad avvocati, giudici, politici e attivisti) coscritti forzatamente nelle fila del corpo dei Volontari per la Difesa della Patria (o VDP), un corpo di ausiliari dell’esercito regolare. La loro coscrizione fa il paio con un diffuso clima di repressione di ogni forma di dissenso nel paese.
Allo stesso tempo, gli stessi VDP e l’esercito sono accusati di uccisioni indiscriminate nei confronti di centinaia di membri del gruppo etnico peul. Uccisioni commesse come rappresaglia per il loro presunto collaborazionismo con le sigle jihadiste.
Tutto questo accade mentre il bilancio della guerra al terrorismo da parte di Traorè appare incerto. Ufficialmente, il governo ha aumentato il controllo del territorio nazionale dal 40 al 70% in tre anni. Ma le stime indipendenti riportano un peggioramento della situazione sul campo.
video: Roberto Valussi