Burkina Faso

L’organizzazione terroristica filo-qaedista attiva nel nord del Mali Jama’at Nusrat al-Islam wal Muslimeen (Supporto all’islam e ai musulmani – JNIM) ha rivendicato sabato gli attacchi compiuti il giorno prima nella capitale del Burkina Faso, Ouagadougou. Secondo il sito web mauritano Alakhbar, i jihadisti hanno detto d’aver “agito in risposta alla morte di molti loro leader, tra cui Mohamed Hacen al-Ançari, in un raid dell’esercito francese” il 14 febbraio nel Mali settentrionale. Al-Ançari – vero nome Mohamed Ould Nouini – è definito “un pezzo grosso”. Era stato il principale capo militare di Al-Mourabitoune, il gruppo dell’algerino Belkmokhtar ed era rappresentante di JNIM nella regione di Gao.

Venerdì mattina a Ouagadougou, lo stato maggiore dell’esercito, l’ambasciata francese e l’Istituto francese sono stati oggetto di “attacchi coordinati”. La battaglia si è conclusa con 8 soldati e 8 aggressori uccisi, oltre 80 persone ferite, tra cui 12 seriamente, e numerosi arresti.

Secondo il ministro della Sicurezza, Clement Sawadogo, uno degli obiettivi sarebbe stata una riunione della forza multilaterale G5 Sahel che avrebbe dovuto svolgersi nella sede del comando dell’esercito, ma che era stata trasferita altrove.

Dopo la magistratura francese, anche il pubblico ministero burkinabé, Yoda Harouna, ha annunciato l’apertura di un’inchiesta. Nel mirino, tra gli altri, c’è anche uno degli aggressori uccisi che sarebbe un ex soldato burkinabé licenziato dall’esercito dopo un ammutinamento del 2011, secondo quanto dichiarato all’Associated Press da una persona vicina alle indagini. Secondo il funzionario – che ha parlato in condizioni di anonimato in quanto gli era stato vietato parlare alla stampa – molti degli assalitori indossavano uniformi militari e alcuni erano del Burkina Faso, compresi due uomini arrestati in relazione all’attacco.

La forza antiterrorista G5 Sahel dovrebbe essere pienamente operativa a breve. Coinvolge cinque paesi africani: Burkina Faso, Mali, Niger, Ciad e Mauritania, e oltre 4.000 soldati francesi.

La capitale del Burkina Faso è stata colpita da ripetuti attacchi dal 2015. Il 13 agosto 2017, l’assalto a una caffetteria uccise 18 persone, ferendone 10. Nel gennaio 2016 un altro attacco contro un bar causò la morte di 30 persone e nel dicembre dello stesso anno, un’azione contro un distaccamento dell’esercito costò la vita a 12 soldati. (Agenzia Anadolu / News 24)

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