Burkina Faso / Religioni

L’arcivescovo di Ouagadougou si è unito ieri alle preghiere dei musulmani per l’Eid al-Fitr – la festa per la fine del mese di Ramadan – nella Place de la Nation della capitale, in segno di solidarietà tra le religioni dopo una serie di sanguinosi attacchi compiuti contro i cristiani il mese scorso.

«Il tema è promuovere insieme la fraternità umana universale, cioè il messaggio del Santo Padre. Partendo da lì, si spera che musulmani e cristiani possano abbattere i muri dell’ignoranza, della violenza, dell’odio, delle incomprensioni e costruire ponti di amicizia, fraternità, comprensione reciproca e tolleranza», ha detto il cardinale Philippe Ouedraogo Nakellentuba.

La recente presa di mira delle chiese minaccia le relazioni tradizionalmente pacifiche tra la maggioranza musulmana e i cristiani, che costituiscono un quarto della popolazione burkinabé. In totale ci sono stati quattro attacchi ai cristiani in poche settimane.

Il primo attacco di chiesa è avvenuto a fine aprile, quando uomini armati hanno ucciso un pastore protestante e cinque fedeli durante la messa. Successivamente, un sacerdote cattolico e cinque parrocchiani sono stati uccisi in un attacco a Dablo e altri quattro cattolici sono morti in un altro attacco il giorno dopo. Il 26 maggio uomini armati hanno fatto irruzione in una chiesa uccidendo quattro persone.

Attacchi violenti legati al rafforzamento della presenza jihadista sono aumentati quest’anno in Burkina e nella più ampia regione del Sahel, a sud del deserto del Sahara. I terroristi legali allo Stato islamico hanno anche lavorato per incrementare le tensioni etniche tra le comunità agricole e pastorali in Mali, Burkina Faso e Niger per favorire il reclutamento tra le comunità più emarginate. (Africanews)

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