Burkina Faso

Via libera in Burkina Faso a un’estensione di sei mesi dello stato di emergenza per le regioni del nord, teatro anche la scorsa settimana di imboscate e offensive attribuite a gruppi armati di matrice jihadista.

Il rinnovo del provvedimento, approvato l’11 gennaio dal parlamento, è giunto all’indomani di un agguato nel quale sono state uccise 12 persone. L’imboscata si è verificata nella cittadina di Gasseliki, nella provincia di Soum, non lontano dal confine con il Mali. Testimoni hanno riferito che un commando ha aperto il fuoco in modo indiscriminato e dato alle fiamme alcuni negozi.

Lo stato di emergenza era stato imposto in 6 regioni su 13 il 31 dicembre, dopo l’agguato di un commando nel quale avevano perso la vita dieci militari.
A confermare i rischi in Burkina Faso sul piano della sicurezza sono state anche, di recente, le notizie sulla scomparsa, lo scorso 15 dicembre, dell’architetto padovano Luca Tacchetto e della sua amica canadese Edith Blais.

Nelle mani dei sequestratori rimane ancora anche un altro italiano, padre Pierluigi Maccalli, missionario della Società delle Missioni Africane rapito la notte tra il 17 e il 18 settembre nella parrocchia di Bomoanga, nel Niger occidentale, vicino alla frontiera con il Burkina Faso. Il gruppo jihadista dello Stato islamico nel Grande Sahara (Isgs) lo scorso aprile aveva rivendicato il sequestro di un insegnante nella città di Bouro, nel nord del paese. (Dire / Africanews)