Burkina Faso

La giustizia militare del Burkina Faso ha emesso un mandato d’arresto internazionale nei confronti dell’ex presidente Blaise Compaoré, attualmente in esilio in Costa d’Avorio dopo la sua destituzione nell’ottobre 2014, perché coinvolto nell’ambito delle indagini sull’assassinio di Thomas Sankara, leader rivoluzionario ucciso nel 1987.

Interpellato da Afp, una fonte vicina alla Corte militare, confermando il mandato di cattura, ha aggiunto che il deposto presidente è stato accusato di “omicidio” e “occultamento di cadavere”.

Il capitano Thomas Sankara, salito al potere in un colpo di stato nel 1983, è stato ucciso il 15 Ottobre 1987 con altri 12 funzionari in un golpe che ha portato al potere Blaise Compaore. I corpi sono stati riesumati a fine maggio per svelare il mistero che circonda le circostanze della morte del “padre della rivoluzione” burkinabè.

I risultati dell’autopsia consegnati a metà ottobre 2015 indicano che i resti del presidente Sankara erano “crivellati di colpi”. L’inchiesta sulla morte di Sankara è stata avviata alla fine di marzo 2015, dopo la destituzione Compaoré nel mese di ottobre 2014 dopo 27 anni al potere.

La morte di Sankara era un tabù in epoca Compaoré. Almeno una mezza dozzina di persone per lo più ex soldati del reggimento presidenziale di sicurezza (Rsp), la vecchia guardia pretoriana di Compaoré, sono stati accusati di “assassinio” e “occultamento di cadavere”. Il generale Gilbert Diendéré, ex braccio destro Compaoré e autore del fallito colpo di stato nel settembre del 2015, è tra gli imputati.  (Agenzia Nova / Afp)