Burkina Faso / Caso Sankara

Un’autopsia ha rivelato che il corpo riesumato dell’ex leader del Burkina Faso, Thomas Sankara, è “crivellato di proiettili”. La notizia è stata data dagli avvocati della famiglia Sankara. Si attendono i risultati del test del dna per confermare l’identità del corpo.

Da molti considerato il Che Guevara d’Africa, il leader rivoluzionario anti-imperialista venne ucciso e frettolosamente sepolto durante un colpo di stato nel 1987. Il permesso per la riesumazione fu negato per tutti i 27 anni di governo del suo successore, Blaise Compaore, spodestato lo scorso anno. Compaore ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento nella morte di Sankara, sostenendo che “i fatti sono noti” e di non avere “nulla da nascondere”.

Con Compaore al potere, una corte del Burkina Faso aveva respinto la richiesta da parte della famiglia di riesumare i resti dell’ex leader rivoluzionario. La situazione è cambiata lo scorso anno, con l’insediamento di un governo di transizione a seguito delle violente proteste anti-governative scoppiate in tutto il paese.

In maggio è iniziata la riesumazione, ma l’autopsia è stata posticipata a causa del colpo di Stato del mese scorso. Ambroise Farama, uno degli avvocati della famiglia Sankara, ha dichiarato che le rivelazioni dell’autopsia sarebbero “sconcertanti”. “Si può affermare che è stato semplicemente crivellato di proiettili” ha detto l’avvocato. Dalle autopsie sugli altri 12 soldati, sepolti nell’87 insieme a Thomas Sankara, sono emersi una o due ferite da arma da fuoco per ciascun corpo, “mentre sui resti dell’ex leader se ne possono contare oltre una dozzina”, ha aggiunto Farama.

Il tentato golpe dell’ultimo mese è stato opera di alcuni soldati collegati a Compaore. I disordini hanno causato il posticipo delle elezioni, nuovamente fissate dal governo di transizione per il prossimo 29 novembre.

Thomas Sankara, negli anni al potere, aveva adottato politiche di stampo spiccatamente socialista ed anti-imperialista. La sua immagine è ancora molto popolare in diverse parti dell’Africa. (Bbc)